“La riforma del processo civile si basa su alcuni assi fondamentali a partire dall’introduzione dell’effettività della prima udienza e da un più ampio ricorso ai riti alternativi, le cosiddette Adr, mediazione, negoziazione assistita e arbitrato, prevedendo incentivi fiscali. Ci siamo battuti affinché più efficienza e celerità non corrispondano ad un aumento dei costi per i cittadini. Importantissima è l’istituzione dell’ufficio del processo, una misura strutturale che introdurrà nell’organizzazione dei tribunali risorse e competenze innovative, non esclusivamente giuridiche. Infine l’istituzione del Tribunale della famiglia rappresenta molto più di una semplificazione, sarà una vera e propria creazione di un comparto multidisciplinare. Viene a cadere la discriminazione tra figli nati dentro e fuori il matrimonio. Grazie al contributo del gruppo Pd e della commissione femminicidio la violenza familiare arriva in maniera più incisiva all’attenzione del processo in materia di famiglia, attraverso il collegamento della disciplina alla Convenzione di Istanbul. Conciliazione e mediazione vengono escluse nei casi di violenza e si rinforza il principio della tutela del minore e della sua integrità psicofisica come criterio guida, con la previsione dell’ascolto diretto da parte del giudice quando rifiuta di vedere un genitore. Infine viene esclusa qualsiasi delega ai consulenti delle attività proprie del giudice, così come non potranno essere utilizzate teorie che non siano riconosciute dalla comunità scientifica”. Lo dichiara la responsabile Giustizia e diritti del Pd, Anna Rossomando

Sezione: Politica italiana / Data: Gio 16 settembre 2021 alle 20:30
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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