"Il dibattito attorno alla giustizia sta prendendo una piega sbagliata, e per certi versi preoccupante. Da un lato la maggioranza e il governo lanciano accuse come se fossero all’opposizione, si muovono con i comunicati stampa anziché con le leggi in gazzetta ufficiale. Dall’alto, l’ala giacobina dell’opposizione si schiera acriticamente a difesa della magistratura con una logica da tifoseria. In mezzo, di tutto. Magistrati inquirenti che sembrano a loro agio più in tv che in Procura; correnti della magistratura che emettono comunicati come se fossero partiti; finti candori di chi fa finta che negli ultimi 30 anni non si sia svolta una costante azione di scontro tra una parte della magistratura e la politica. Dentro questo grande polverone, lo sforzo dell’unica cosa da fare -ovvero la riforma della giustizia e il ripristino degli equilibri costituzionali che il Costituente saggiamente traccio’ nel 1948 e che vennero bruciati nel sabba giustizialista degli anni ‘90- viene nascosto e soffocato. Ogni parte si costruisce il proprio alibi per non cambiare proprio nulla, e lasciare inalterato un meccanismo rotto che però produce rendite di posizione (sia in politica che nella magistratura) in un gioco di potere dove i diritti del cittadino ad una giustizia giusta evaporano. Il ritorno al primato della politica, invocato ed evocato da taluni in queste ore, non è la corsa ad iscriversi alle curve delle tifoserie pro o contro un ordine dello Stato. E’ agire affinché la politica riprenda la propria essenziale funzione: legiferando, innovando, allargando gli spazi di democrazia attraverso il funzionamento delle istituzioni. Tutto il resto, davvero, ormai è noia".

Così il senatore Enrico Borghi, capogruppo Italia viva-Il centro-Renew Europe e membro della Commissione Affari Esteri e Difesa e del Copasir.

Sezione: Politica italiana / Data: Mar 28 novembre 2023 alle 15:20
Autore: Veronica Mandalà / Twitter: @very_mandi
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