“Penso che il comportamento dell’azienda sia socialmente irresponsabile. E’ chiaro anche a chi non vuole vedere: senza l’amministratore delegato questa discussione non va da nessuna parte. L’Ad deve venire in Italia per rispetto della dignità di questo Paese, della sua storia industriale e dei lavoratori. Oggi eravamo qui per parlare dello stabilimento di Melfi e non abbiamo ricevuto nessuna risposta, né a livello di garanzie sui 5 modelli elettrici promessi né sui lavoratori dell’indotto e della componentistica che rischiano di perdere il lavoro”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, a margine dell’incontro al Mimit sulla stabilimento Stellantis di Melfi. 

“Ci saranno dei prossimi incontri ma è chiaro anche agli orbi che senza l’ad, questa discussione non va da nessuna parte", ha aggiunto De Palma. “Chi decide è l’amministratore delegato. Deve venire in Italia per il rispetto dei lavoratori e della storia industriale di questo paese”.

“Oggi la Germania ha stanziato 55 miliardi di investimenti sull’automobile, se ne occupa direttamente il cancelliere” ha aggiunto il leader Fiom. “In Italia, con tutto il rispetto, abbiamo la necessità di avere l’AD che dia garanzie sul futuro. Il tempo dello storytelling per Stellantis è finito, abbiamo la gente in cassa integrazione o che per lavorare va in trasferta a Pomigliano o in altri stabilimenti. E non andiamo avanti sulla transizione perché il primo problema che abbiamo è che ci mancano le scelte dell’azienda di mettere le missioni produttive sui singoli stabilimenti". 

Ferdinando Uliano, leader della Fim, ha confermato cinque nuovi modelli completamente elettrici a Melfi, anche se la capacità degli impianti e dell'indotto è incerta. Si stanno implementando i primi modelli, il primo dei quali legato al marchio DS, con una pianificazione entro il 2026. La capacità produttiva iniziale è di circa 40 vetture all'ora, per un totale di 260.000 vetture all'anno. La produzione attuale della 500 X continuerà fino alla metà del 2025, mentre quella della Jeep Renegade fino al 2026. Melfi si distingue dagli altri stabilimenti italiani per il suo sistema di indotto strettamente legato a Stellantis, coinvolgendo circa 9.000 lavoratori diretti e indiretti.

“Soprattutto - ha aggiunto - abbiamo la necessità di capire se la proiezione rispetto ai volumi dei 5 modelli full electric sarà capace di saturare gli impianti o gli impatti effettivi sull’occupazione, perché per noi sarà necessario gestire e preservare l’occupazione. A questo si aggiunge anche la nostra preoccupazione rispetto alle aziende della componentistica su cui non abbiamo ancora una risposta", ha concluso. 

Sezione: Politica italiana / Data: Mar 02 aprile 2024 alle 17:40
Autore: Tommaso Di Caprio
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