Un accordo transattivo nel quale Matteo Salvini si impegnava a una serie di azioni volte a garantire "che il pensiero politico di Bossi e dei suoi collaboratori non fosse completamente gettato alle ortiche" e che Bossi, allora come oggi presidente della Lega Nord, potesse scegliere il 20% dei candidati leghisti. Il tutto in cambio del mancato pagamento di 6 milioni di euro che Matteo Brigandì, ex parlamentare della Lega Nord, già membro del Csm, per anni avvocato del partito e di Umberto Bossi ritiene dovesse percepire per i suoi 13 anni di lavoro. A raccontarlo è lo stesso Brigandi in una denuncia per truffa che sarebbe stata realizzata da Salvini, di cui scrive oggi il Fatto Quotidiano, indirizzata alla procura di Milano e datata 12 agosto 2020. Una ventina di pagine nelle quali Brigandì ripercorre gli eventi salienti che dal 2012 a oggi hanno trasformato la Lega da partito federalista a forza nazionalista, da Lega Nord a Lega Salvini Premier. Al centro della querela c'è una scrittura privata datata 26 febbraio 2014. Quel giorno, a Milano, s' incontrano Bossi, Brigandì, Salvini e Stefano Stefani , allora tesoriere leghista con al centro i 6 milioni di euro. "Somma concordata con contratto scritto, stipulato fra me e la Lega nel 2012", scrive Brigandì nella denuncia. L'accordo prevede una specie di armistizio tra la coppia Bossi-Brigandì e il duo Salvini-Stefani. "Nulla di quanto stipulato è mai stato rispettato da Salvini", sostiene però Brigandì. La tesi, riporta il Fatto Quotidiano, è che l'accordo sia servito a Salvini per comprare tempo e nel frattempo far sparire i soldi dalle casse padane, così da non poter più restituire all'avvocato i 6 milioni di euro di parcelle arretrate. La denuncia a Salvini arriva, ricorda il quotidiano, dieci mesi dopo la condanna in primo grado per Brigandì a due anni e due mesi per infedele patrocinio e autoriciclaggio. Secondo il tribunale di Milano, da avvocato della Lega Brigandì è stato infedele ai suoi doveri professionali notificando a se stesso un decreto ingiuntivo che gli ha permesso di incassare quasi 1,9 milioni di euro. Un fatto che il legale stesso ricorda nella denuncia con l'obiettivo di suffragare la sua tesi: l'accordo privato con Salvini, che prevedeva tra le altre cose un armistizio giudiziario tra le parti, non è stato rispettato perché la Lega si è costituita parte civile.

Sezione: Politica italiana / Data: Sab 15 agosto 2020 alle 14:00
Autore: Rosa Doro
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