"Se con un'inchiesta non ancora conclusa, dunque protetta dai vincoli di riservatezza e segretezza, il Procuratore della Repubblica di Perugia e il Procuratore Nazionale Antimafia avvertono la necessità di riferire con la massima urgenza a tre istituzioni di controllo, garanzia e indirizzo appartenenti a poteri diversi dello Stato c'è all'evidenza materia per temere l'esistenza di un attentato alla democrazia italiana o quantomeno del tentativo di deviarne il corso". Lo dichiara in una nota Giorgio Mulè (FI), vicepresidente della Camera.

"Già questa circostanza della richiesta delle audizioni, legata alla qualità dei consessi ai quali i due magistrati vogliono riferire - aggiunge Mulè - dovrebbe spingere chiunque a evitare di schierarsi ad esempio nella difesa di una presunta libertà di stampa che nulla ha a che spartire con questo indecente verminaio venuto alla luce".

"Ricordo a proposito della straordinaria delicatezza della vicenda che il comitato di presidenza del Csm, organo costituzionale presieduto dal Capo dello Stato, è un organismo composto dal Vice Presidente, dal Primo presidente della Corte di Cassazione e dal Procuratore generale presso la Corte stessa ed è l'organo che autorizza tra l'altro l'apertura di pratiche presso le Commissioni e che soprattutto ha funzioni di 'impulso' dell'attività del Consiglio, nel senso che ne promuove l'attività e cura l'attuazione delle sue decisioni", aggiunge il parlamentare".

"Il Copasir, inoltre - conclude - è l'organo parlamentare che controlla e verifica le attività dei servizi segreti italiani. Magistratura, servizi segreti e antimafia: è un cocktail potenzialmente micidiale se uno solo di loro 'avvelena' l'altro. Non si abbia dunque paura della verità e si vada a fondo". 

Sezione: Politica italiana / Data: Dom 03 marzo 2024 alle 19:30
Autore: Redazione Centrale
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