Sul ricorso dell'Italia al Mes "è stato il presidente Conte a dire che non serve" e "se noi stiamo ambendo a usare un altro strumento, molto più grande, è bene che la nostra ambizione si concentri su quello". E' quanto sostiene il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in una lunga intervista pubblicata oggi su Il Foglio.

"Noi - argomenta Di Maio - stiamo facendo un negoziato per un piano, Next Generation Eu, ambizioso, con tante risorse, e l'Italia è il primo promotore di questo piano, quindi è molto importante in questo momento nel negoziato ambire al massimo risultato. Gli strumenti singoli, Sure, Bei, Mes, sono una parte di un negoziato molto più grande che ambisce a creare il Recovery Fund, quindi anche dal punto di vista del negoziato condivido la linea del presidente del Consiglio che dice: adesso è il momento di negoziare, non parliamo di altri strumenti, perché altrimenti ci indeboliamo nella fase negoziale".
"Sicuramente - dice ancora Di Maio - in questi giorni non si discute soltanto di quante risorse e quali nuovi strumenti finanziari bisogna mettere sul tavolo, ma anche di come riformare le istituzioni europee. Oggettivamente ne stavamo già parlando prima della pandemia, era stata lanciata la conferenza sul futuro dell'Unione europea, proprio perché anche nel mandato di Ursula von der Leyen - al quale abbiamo partecipato anche noi, come forza politica e come forza di governo - c'era una profonda revisione del sistema istituzionale europeo. Dove si approderà dipenderà anche da noi e da come in questi giorni sapremo cogliere l'occasione di una Ue più unita. Cioè, se il Next Generation Eu sarà un piano ambizioso, necessariamente avremo la spinta politica a livello europeo anche per disegnare un'architettura istituzionale più ambiziosa. E credo che su questo convengano tutti".

Sezione: Politica italiana / Data: Lun 13 luglio 2020 alle 12:30
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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