Quello che è accaduto a Mario Paciolla "non può lasciare indifferenti: è morto in Colombia mentre contribuiva attivamente, tramite il suo lavoro per l'Onu, al processo di pace in corso. Il minimo, ora, è lavorare senza sosta per avere verità e giustizia. L'ho promesso alla sua famiglia e farò tutto quanto in mio potere". Lo dice, a proposito della morte in Colombia del cooperante italiano, il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in interviste con Il Fatto Quotidiano e Il Mattino.
Il Ministro ha chiamato la ministra degli Esteri colombiana, Claudia Blum Capurro de Barberi, "per esprimerle l'estrema importanza che ha per noi questa vicenda, e tramite la nostra Ambasciata, siamo in contatto costante con le autorità locali e con la Missione Onu".
Si chiederà alle Nazioni Unite "massima trasparenza ma non solo nelle informazioni anche nell'indagine aperte internamente: vogliamo conoscere i criteri dell'indagine come sarà volta. Ha fatto avviare una verifica con le nazioni unite tramite la rappresentanza italiana a New York, circa la possibilità di inviare da New York personale dedicato per avviare un'indagine -ispezione in Colombia".
Ora si aspettano i risultati dell'autopsia "per avere un quadro più chiaro e agire di conseguenza". Trenta parlamentari italiani, primi firmatari Migliore e Siani, chiedono al Ministro di respingere verità di comodo e sospettano possono trattarsi di un nuovo caso Regeni. "in questo momento - commenta - credo sia importante lavorare con costanza senza lasciare nulla al caso.
Non è questa la fase per fare previsioni o altro, adesso bisogna essere proattivi intensificare il livello di collaborazione tra i due paesi sulla vicenda".

Sezione: Politica italiana / Data: Dom 02 agosto 2020 alle 12:45
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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