Nella riforma del Csm proposta ieri in Consiglio dei Ministri apprezzabile la chiusura delle porte girevoli tra magistratura e politica, che sosterremo con convinzione, ma nessun cenno sul tema dei tanti magistrati fuori ruolo: il ddl deve essere l'occasione per scardinare il proliferare dei togati che, anziché svolgere attività giurisdizionale, operano alle dipendenze del Governo nei vari Ministeri o nelle Organizzazioni Internazionali. L'ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, ad esempio, è composto al 99% di magistrati: è evidente che questo influisce pesantemente sull'impostazione delle proposte del Governo". "Si tratta inoltre di centinaia di professionalità che, anziché contribuire a smaltire l'enorme arretrato dei Tribunali, si dedicano ad altro. Intervenire sui fuori-ruolo è anche una forma di rispetto per quelle migliaia di magistrati che operano giorno per giorno con impegno e dedizione nei palazzi di Giustizia". Lo dichiara in una nota il deputato di Azione Enrico Costa.

Sezione: Politica italiana / Data: Sab 08 agosto 2020 alle 17:00
Autore: Alessandra Stefanelli
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