Il leader di Azione, Carlo Calenda, è stato ospite su RTL 102.5 in compagnia di Enrico Galletti, Giusi Legrenzi e Massimo Lo Nigro per un punto sulle ultime notizie di politica e attualità.

“Questa iniziativa sta andando molto bene, soprattutto per le persone che si incontrano, che sono uno spaccato straordinario dell’Italia. Ad esempio, ho incontrato un ricercatore e una concertista. Stiamo cercando di fare la campagna elettorale dando la possibilità alle persone di fare domande sull’Europa, che resta ancora un oggetto sconosciuto. C’è un calendario sui social a cui ci si può iscrivere, selezioniamo due o tre persone che fanno un tratto di strada con me, vogliono parlare delle loro questioni, sono cose che arricchiscono il nostro programma elettorale, ma soprattutto è un modo per coinvolgere le persone dare e una risposta alle tante domande con le quali si cerca di capire come funziona l’Europa”.

“Io penso che il premierato, così come immaginato dalla Meloni, è sbagliato perché porterebbe a un governo di un solo colore. Giriamo sempre intorno all’argomento fondamentale che la politica non funziona perché non riesce a produrre risultati, e allora blindare un premier incapace non è la soluzione, devi poterlo cambiare. Io sono per rafforzare i poteri del premier, ma non dire che se uno è incapace e fa danni, e la situazione è critica, te lo devi tenere comunque. È una cosa rischiosa; di incapaci ne abbiamo avuti parecchi”.

“Per la Liguria abbiamo fatto ieri una proposta. Il fatto è che se sei un concessionario pubblico non puoi finanziare chi decide se darti o no la concessione. Questo oggi è legale ma è l’assurdo. Riguardo alle dimissioni di Toti, io non ho mai chiesto dimissioni per le inchieste, posso dare un elenco di personalità politiche che si sono dimesse per inchieste in cui poi sono stati assolti. Quindi, in questo caso, la maggioranza se ne deve assumere la, chiedendosi se Toti può lavorare in queste condizioni. Nelle considerazioni la Liguria viene prima di tutto. Disciplinare i finanziamenti è fondamentale. È importante dare l’idea che non sei soggetto al potere economico. Io già lo applico, ieri ho rinunciato ad una proposta di finanziamento di un fondo perché ha una concessione aeroportuale.  Oggi abbiamo un sacco di gente in Parlamento che prende soldi e non sappiamo da chi, perché non sono obbligati a dichiararlo. Mentre nel Parlamento europeo sì. Se sei uno che lavora su appalti pubblici e concessioni, sei illeggibile e non bovi poter finanziare la politica”.

“Quattro mesi fa ho proposto a tutti i leader politici di non candidarsi. Questo patto non ha avuto un grande successo. Io prima di candidarmi ho aspettato la candidatura della Meloni. Le liste di Azione sono formate da personalità che dal punto di vista tecnico sono le migliori, ma non sono politici professionisti, quindi io non li posso lasciare in una condizione per la quale si candidano tutti i leader politici, comprese la presidente del consiglio, e io mi tiro indietro. Ma ciò che faccio nella campagna è dire alle persone di andare a vedere le loro competenze e scegliere loro. Il partito non farà votare me, ma farà votare i candidati che sono di una grande qualità. Non faccio promesse della serie ‘se mi eleggono lascio Roma’, come ha fatto Renzi. Perché se lo dici e non lo fai, come succederà a Renzi, stai truffando i cittadini”.

“Sul confronto tra Meloni e Schlein dico che nei Paesi civili, quando c’è un’elezione proporzionale come questa, i leader dei partiti devono essere rappresentati al dibattito. Così le persone sono in grado di vedere e capire i programmi. La Schlein dice sempre che non vuole il premierato ma poi fa un confronto da premierato”.

“L’obiettivo di queste elezioni? Non faccio più pronostici, spero che si premi la serietà con cui si è fatto tutto. La candidatura di Carlo Cottarelli? È un amico, ci sostiene e tanti altri arriveranno, si era appena dimesso dal Senato italiano e non era in una condizione di candidatura semplice”.

Sezione: Politica italiana / Data: Mer 15 maggio 2024 alle 10:30
Autore: Redazione Milano
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