"La crisi dei prezzi non si risolverà entro il 2023: ci vorranno almeno tre anni. Dirlo può sembrare sgradevole, così come spiegare le altre verità scomode di questa vicenda. La prima: imporre un tetto al gas non solo è impossibile, è inutile. La seconda: dato che non si può imporre un tetto, l’unica via possibile è quella del sostegno diretto dei governi a imprese e famiglie. La terza: senza gas e senza combustibili ed energia di derivazione fossile non ce la possiamo fare in nessun caso". Sono le parole di Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, a Tpi.

"Sarà inevitabile - prosegue - in caso di razionamento un commissario militare che controlli il fabbisogno, i flussi di fornitura, gli effetti dei risparmi. Una sorta di generale Figliuolo del gas. Il nostro fabbisogno di rete è 350 o 400 milioni di metri cubi al giorno a fine gennaio. Più o meno i problemi iniziano a fine gennaio, quelli che per il Nord sono i giorni più freddi. In un giorno, mettiamo intorno al 28 gennaio, fa freddo freddo: la domanda passa da 250 a 400 milioni al giorno. E scatterà un allarme nella rete. Magari in grandi città del Nord come Milano dovremo fare dei razionamenti anche nelle case private".

Sezione: Politica italiana / Data: Gio 06 ottobre 2022 alle 19:00
Autore: Redazione Centrale
vedi letture
Print