“Per le Zes finalmente oggi passiamo dalle parole ai fatti.
Il via libera da parte della Conferenza unificata al Decreto ZES e all’assegnazione dei 630milioni previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza segna un punto di svolta cruciale e soprattutto sigla una nuova stagione per i territori e le comunità meridionali, i sistemi economici e produttivi, il sistema portuale, gli investitori nazionali e internazionali pronti a scommettere sul mezzogiorno, le sue potenzialità, le sue eccellenze.
E’ un Decreto a cui in questi mesi abbiamo lavorato in modo serrato e in costante interlocuzione sia con il Ministero della Coesione territoriale che con le autorità locali.
Dopo anni di attesa finalizzati alla messa a punto degli organismi di governo delle ZES, entriamo nel vivo dell’attuazione e soprattutto di una strategia che assegna alle otto Zone Economiche Speciali il ruolo di altrettanti snodi di rilancio del Mezzogiorno in un’azione nevralgica nella logistica al servizio del territori coinvolti e nell’attrazione di investimenti”.
Così la Viceministra alle Infrastrutture e Mobilità sostenibili Teresa Bellanova dopo l’ok della Conferenza Unifica al Decreto ZES che assegna 630 milioni alle otto Zone economiche speciali del Mezzogiorno. 
“Non è un punto di svolta solo per le ZES e il Mezzogiorno ma anche per l’occupazione giovanile e femminile”, prosegue Bellanova. “Come ho già avuto modo di dire proprio l’attuazione dei progetti previsti per le ZES può rappresentare un terreno di sperimentazione virtuosa dell’articolo 47 della Legge sulla governance del PNRR. Proprio facendo riferimento a quell’articolo, infatti, abbiamo previsto che nell’esecuzione dei contratti le imprese debbano garantire occupazione giovanile e occupazione femminile almeno per il 30 per cento del fabbisogno necessario”. 

Infine, tempi di realizzazione.

“I progetti, definiti con il pieno concerto tra i due Ministeri centrali competenti, Mims e Sud, e il raggio delle autorità locali (regioni, consorzi delle Aree di Sviluppo Industriale (ASI), Comitati e Commissari delle aree ZES se operative, Autorità Portuali interessate) presentano un timing di realizzazione definito”, sottolinea ancora Bellanova. “Possono essere avviati come da previsione nel 2023 e conclusi nel 2026, e rispondono a tre macro-categorie principali: potenziamento dei collegamenti di ultimo miglio ferroviario o stradale alle aree ZES per realizzare efficaci collegamenti tra le aree portuali ed industriali e la rete infrastrutturale ferroviaria e stradale facente parte delle reti di trasporto principali; potenziamento delle urbanizzazioni primarie e tecnologiche delle aree produttive nel rispetto dell’ambiente, utilizzando i moderni strumenti digitali al fine di rendere maggiormente attraenti agli investitori le aree interessate potenziando la logistica, favorendo le urbanizzazioni green e i lavori di efficientamento energetico ed ambientale nelle aree retroportuali e nelle aree industriali appartenenti alle ZES; interventi locali sulle infrastrutture a rete e sui porti necessari ad incrementare la sicurezza e la resilienza delle stesse per l’accesso al porto. Ovviamente considero questi 630 milioni un buon inizio e sono convinta che altre risorse si potranno aggiungersi finanziando ulteriori progetti coerenti con la mission delle ZES e con il più complessivo bisogno di infrastrutture di qualità al servizio dei sistemi produttivi ed economici che il Mezzogiorno esprime”.

Sezione: Politica italiana / Data: Gio 02 dicembre 2021 alle 21:00
Autore: Redazione PN
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