“Le difficoltà in cui versa il sistema del Credito Cooperativo, gravato da eccessivi oneri regolamentari di natura europea, sono conseguenza di un intervento di ‘autoriforma’ particolarmente intempestivo perché ‘successivo a tutte le norme di derivazione europea la cui applicazione avrebbe inesorabilmente condannato le piccole banche ad assumere la qualificazione di significant in caso di adesione ai Gruppi Bancari Cooperativi’” – così i membri della Lega in Commissione Finanze della Camera nel testo di una risoluzione sul tema delle BCC depositata oggi. “Se quindi le piccole banche di territorio in Italia, ma non in Germania, sono soggette agli stessi obblighi delle grandi banche sistemiche, è solo perché esse hanno adottato, consapevolmente e deliberatamente, il modello aggregativo dei Gruppi Bancari Cooperativi, invece del più flessibile e meno oneroso modello dei Sistemi di Tutela Istituzionale. Quando la scelta è stata fatta, tutte le norme europee che impongono ai partecipanti dei gruppi obblighi particolarmente stringenti erano ampiamente note. Per questo motivo ‘consapevole dei numerosi episodi in cui la fretta era stata cattiva consigliera in ambito bancario (per ultimo ma non meno importante il caso MPS)’ la Lega ha da sempre invitato a ponderatezza e riflessione, con scarso successo. Nell’associarsi all’invito espresso da altre forze politiche di ‘intraprendere le opportune iniziative, in raccordo con le istituzioni europee, per la definizione di una cornice normativa che riconosca alle BCC la peculiarità dimensionale e localistica che le connota ai fini dell’applicazione delle regole di vigilanza europea’, i deputati della Lega rilevano tuttavia che la scelta intempestiva del modello di aggregazione del Gruppo Bancario ha oggettivamente indebolito ‘la posizione negoziale del Paese nelle sedi europee’, poiché la richiesta di modificare un quadro normativo sopranazionale perfettamente noto e condiviso è difficile non tanto da accogliere quanto proprio da comprendere da parte degli altri Stati membri, i quali possono legittimamente chiedersi perché l’Italia desideri ora qualcosa di diverso da quello che con tanta energia ha richiesto in passato. Anche per questo motivo, i deputati della Lega insistono sul fare prima di tutto i compiti a casa, modificando urgentemente l’ordinamento nazionale con interventi specifici che tutelino la proporzionalità nell’applicazione delle regole e la territorialità e finalità mutualistica del credito cooperativo. Fra gli interventi proposti, la modifica del regolamento ‘fit and proper’, l’introduzione del voto segreto nelle assemblee, e l’emanazione del regolamento attuativo sulla vigilanza cooperativa per le società capogruppo”.

Sezione: Politica italiana / Data: Gio 05 agosto 2021 alle 00:00
Autore: Redazione PN
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