“L’art.116 della Costituzione parla di “forme e condizioni particolari di autonomia” in un quadro di unità del Paese, non di cessione integrale di materie”. Così Silvio Lai, deputato del PD nella discussione generale in commissione sulla autonomia differenziata. “Ciò che sarà l’effetto dell’autonomia differenziata lo si vede già oggi nella sanità, nel trasporto pubblico locale e nella formazione professionale. Tutte le Regioni hanno iniziato a esercitarle insieme ma con risultati molto differenti che rendono profonde le differenze dei diritti dei cittadini.

Basta vedere l’aspettativa di vita in sanità, l’efficienza del trasporto pubblico locale che rende vivibili o meno le città, l’esigibilità del diritto alla formazione o la profonda voragine della dispersione scolastica e formativa da Roma in giù, per avere chiaro come l’autonomia differenziata renderà più profonde le differenze nei diritti dei cittadini. Non è così che si renderà in grado il Paese di diventare più competitivo, si obbligheranno semplicemente i giovani del Mezzogiorno ad una nuova migrazione come negli anni 60 che renderanno invivibili le città del Nord e inaccessibili i servizi pubblici, erogati per reddito come già avviene nel concreto nella sanità. Un progetto egoista per alcuni territori, pensato 40 anni fa, ormai superato in un mondo che deve aggregarsi per competere, e che assomiglia ormai ad un incubo per tutti gli Italiani.”

Sezione: Politica italiana / Data: Ven 12 aprile 2024 alle 11:00
Autore: Redazione Milano
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