“Sulla nomina del nuovo CdA della Fiera di Verona abbiamo assistito all'ennesima prova dell'arroganza politica dell'amministrazione Sboarina e dei partiti che la sostengono. Con la Lega che ha fatto merce di scambio della candidatura a sindaco, accettando di sostenere Sboarina in cambio della presidenza a Bricolo. Una pratica spartitoria inaccettabile tipica di chi predilige logiche di potere all'interesse generale, che in questo caso è ancora più odiosa perché esclude la rappresentanza femminile da un ente di primo piano per la città”. Lo dichiara la deputata democratica Alessia Rotta.

“La Fiera è chiamata nel prossimo futuro a prendere decisioni strategiche per la sua crescita che incidono su tutto il sistema Verona – ha continuato Rotta - non può essere il banchetto della spartizione politica. Era quantomeno opportuno aspettare fino a dopo le elezioni per procedere alla nomina del nuovo CdA. E non è vero che non si poteva aspettare, c'è già un precedente: per Expo Milano fu prorogato il consiglio dopo la scadenza elettorale.

A Verona invece su una scelta così importante, si è giocata una partita a scacchi dove ognuno ha cercato di posizionare le proprie pedine e i giocatori sono tutti uomini in cerca di poltrone. Anche per questo – ha concluso l’esponente democratica - auspichiamo che Verona possa finalmente voltare pagina scegliendo Damiano Tommasi come alternativa alla destra che, per troppi anni, ha amministrato la città in nome delle poltrone”.

Sezione: Politica estera / Data: Lun 23 maggio 2022 alle 20:20
Autore: Redazione PN
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