“Nonostante gli sforzi per trovare un testo equilibrato, che provasse in qualche modo a riconoscere le esigenze delle popolazioni valligiane, degli allevatori e di tutti coloro che soffrono la presenza ormai consolidata del lupo nelle vallate alpine, tra i gruppi politici non si è trovata un’intesa per una risoluzione che desse l'indicazione alla Commissione per provare a cambiare passo rispetto all’approccio spesso ideologico, finalizzato a cercare di non disturbare troppo il lavoro della Commissione che prosegue in maniera esasperata verso un'idea di conservazionismo che stride totalmente con le necessità delle popolazioni locali, approccio che stride anche con la stessa Commissione e le politiche che sta mettendo in campo. Da una parte coi fondi per le politiche di coesione si vuole fare in modo che venga combattuto lo spopolamento, l'abbandono di alcune aree del nostro paese, in particolare delle regioni Alpine, la realtà è che poi ci troviamo programmi che fanno esattamente altro che creare le condizioni affinché questo avvenga. Parola d’ordine deve essere gestione, altrimenti lo scontro non potrà che peggiorare. Esistono proposte condivisibili, penso alla Svizzera, che possono trovare un punto di incontro sostenibile tra le esigenze delle popolazioni locali, che per quanto mi riguarda avranno sempre la priorità, e le esigenze naturalistiche e di conservazione della biodiversità. Così facendo si vanificano secoli di storia, tradizione e sacrificio, nella ricerca di un falso mito che rischia di riportare il lupo ma di far sparire l’uomo. Per questo il nostro voto è stato contrario”.

Così Alessandro Panza, europarlamentare della Lega, responsabile per le politiche montane della Lega, nel suo intervento nella sessione plenaria.

Sezione: Politica estera / Data: Gio 24 novembre 2022 alle 18:00
Autore: Redazione PN
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