“Il via libera del Parlamento europeo al salario minimo è il punto di svolta per dar vita finalmente a un’Europa più sociale e più equa grazie al contributo decisivo del Movimento 5 Stelle che lo pose come condizione per il voto a Ursula Von der Leyen. L’approvazione di questo provvedimento era il primo punto del nostro programma per le elezioni europee del 2019, quindi possiamo con orgoglio dire: missione compiuta, anche perché il testo approvato oggi presenta elementi a dir poco rivoluzionari per il mercato del lavoro europeo e italiano. Innanzitutto, vengono definiti tre criteri per la determinazione del salario minimo, dovrà essere al di sopra del 50% del salario medio e del 60% del salario mediano lordo nazionale, ed essere al di sopra di una ‘soglia di dignità’ calcolata in base al potere d’acquisto dei salari a prezzi reali. Grazie a questi tre criteri i salari saranno davvero equi e dignitosi e capaci di superare tutte le attuali disuguaglianze, la povertà lavorativa e il dumping sociale. Inoltre, il salario minimo dovrà riguardare tutti i lavoratori anche i riders, gli stagionali, i tirocinanti e gli stagisti. Basta lavoratori sottopagati. Infine, viene rafforzata la contrattazione collettiva, ponendo un argine invalicabile ai contratti pirata, ed è stato eliminato ogni riferimento alla produttività come principio al quale agganciare la fissazione del salario minimo. Non dimentichiamo inoltre che il salario minimo porterà benefici anche alle imprese italiane che soffrono il dumping sociale e salariale dei loro competitori dell’Est europa e aiuterà a contrastare l’odioso fenomeno delle delocalizzazioni. Adesso ci aspettiamo che il Ministro del Lavoro Andrea Orlando difenda in sede di Consiglio l’ambiziosa posizione del Parlamento europeo. Auspichiamo che l’approvazione definitiva del salario minimo avvenga durante la Presidenza francese dell’Unione, nel primo semestre del 2022. Indietro non si torna”,  così in una nota Daniela Rondinelli, europarlamentare del Movimento 5 Stelle.

Sezione: Politica estera / Data: Gio 25 novembre 2021 alle 14:10
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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