Nella giornata di ieri il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha presentato al gabinetto di guerra un documento nel quale è delineata la gestione di Gaza dopo la guerra. Nel documento si legge che Israele si propone di sostituire Hamas con funzionari locali non associati al terrorismo per amministrare la Striscia. Il piano, dettagliato dai media israeliani, sottolinea che gli affari civili a Gaza saranno gestiti da amministratori locali con esperienza non legati ad entità o Paesi che sostengono il terrorismo. Gli aspetti chiave includono la chiusura dell'UNRWA a causa del presunto coinvolgimento di alcuni membri con il terrorismo e la sua sostituzione con organizzazioni umanitarie internazionali responsabili. Gli obiettivi a breve termine prevedono la continuazione della guerra fino al raggiungimento degli obiettivi: smantellare le capacità militari di Hamas e della Jihad islamica, garantire il rilascio degli ostaggi e eliminare le minacce alla sicurezza provenienti da Gaza.

Immediata la reazione dell'Autorità nazionale palestinese (ANP), guidata da Mahmoud Abbas, che ha respinto il piano israeliano. Il portavoce del presidente Nabil Abu Rudeina - ripreso dall'agenzia di stampa palestinese Wafa - ha dichiarato che "Gaza sarà solo parte dello stato palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale, e qualsiasi piano diverso da quello è destinato al fallimento". "Israele - ha aggiunto - non riuscirà nei suoi tentativi di cambiare la realtà e i dati demografici di Gaza. Se il mondo vuole sicurezza e stabilità nella regione, deve porre fine all'occupazione e riconoscere lo Stato palestinese indipendente". 

Sezione: Politica estera / Data: Ven 23 febbraio 2024 alle 17:20
Autore: Tommaso Di Caprio
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