La Germania prosegue lungo la strada del riarmo. In occasione del secondo anniversario dell'inizio della guerra mossa dalla Russia contro l'Ucraina, il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, dovrebbe annunciare in un videomessaggio, la decisioni di aumentare ulteriormente le spese militari per la Germania. L'anticipazione di questo annuncio rivela un chiaro impegno da parte del capo del governo federale tedesco nel sostegno alla causa bellica Ucraina e nel suo diritto all'autodifesa contro l'aggressione Russa, ricordando che la Germania rimarrà al fianco di Kiev "nella sua autodifesa finché sarà necessario". 

Allo stesso tempo, nel messaggio,  Scholz dovrebbe riportare all'attenzione dei paesi europei la necessità di intensificare gli sforzi in materia di difesa. Utilizzando parole come "deterrenza" e "prontezza della difesa", che per alcuni potrebbero essere cadute in secondo piano, il cancelliere sottolinea che queste nozioni sono di vitale importanza e rappresentano un compito cruciale per garantire la sicurezza del paese e del continente.

Per Scholz, la chiave per difendere la pace in Europa è quella di essere tanto forti da scoraggiare qualsiasi possibile aggressione. Questo richiede un impegno collettivo con i nostri alleati per costruire una difesa efficace che dissuada qualsiasi tentativo di minacciare la sicurezza dell'Europa.

L'annuncio di ulteriori spese militari da parte della Germania e la riaffermazione del suo impegno nei confronti dell'Ucraina inviano un segnale forte sulla determinazione della Germania nel sostenere la sicurezza e la stabilità regionali, promuovendo così la pace in Europa.

Scholz intende ricordare che la Germania, insieme ai suoi "vicini" europei, sta attivamente impegnandosi nella creazione di uno scudo antiaereo comune. Questo sforzo è rappresentato dall'Iniziativa per lo Scudo Aereo Europeo (ESSI), guidata dalla Germania e che coinvolge una vasta gamma di paesi. Oltre alla Germania, partecipano anche Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Svizzera, Turchia e Ungheria.

L'adesione di così tanti paesi all'Iniziativa per lo Scudo Aereo Europeo dimostra un'impressionante solidarietà e cooperazione tra le nazioni europee nell'affrontare le sfide comuni legate alla sicurezza. Questo sforzo collettivo rappresenta un passo significativo verso una maggiore sicurezza e stabilità nell'intera regione europea.

Sezione: Politica estera / Data: Sab 24 febbraio 2024 alle 16:45
Autore: Tommaso Di Caprio
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