La crisi del coronavirus ha accelerato le sfide del sistema bancario europeo, la bassa redditività e la trasformazione tecnologica; ma la più grande sfida è data dalle diverse velocità della ripresa economica in Europa, cosa che dovrà esser tenuta in considerazione. Così José Manuel Campa, presidente dell'Autorità bancaria europea, l'Eba (European banking authority), in un'intervista al Sole 24 ore.
"Covid-19 è una crisi sanitaria e sociale con forti impatti negativi sull'economia - dice - dove le banche giocano un ruolo importante nel contenere gli effetti della pandemia. Le banche europee hanno mostrato resilienza e fin dall'inizio del coronavirus sono state in grado di dare liquidità a imprese e famiglie. Gli esiti di questa crisi restano incerti - osserva - non sappiamo quanto forte sarà la ripresa e soprattutto la più grande incertezza deriverà dalla ripresa con diverse velocità in Europa. Questa sarà un'altra grande sfida, queste differenze di velocità nella ripresa economica dei Paesi europei dovranno essere valutate dai supervisori, per far sì che la regolamentazione ne tenga conto. È naturale che con questa crisi economica gli NPLs" - i 'non performing loans', cioè i crediti in sofferenza - "aumenteranno, nonostante gli interventi dei governi. E questo impatto sulle sofferenze dovrà essere gestito ma le banche hanno una buona capitalizzazione". Prima del Covid-19 "le banche stavano affrontando due sfide strutturali: bassa profittabilità e conversione del modello di business alle nuove tecnologie. Queste due sfide non sono sparite con la pandemia, al contrario, sono accelerate". E le banche italiane? Come valuta la loro resilienza? "L'Italia non è un caso unico. E le banche italiane riflettono il trend generale di tutto il settore bancario europeo. Covid-19 è una sfida comune per tutti".

Sezione: Politica estera / Data: Sab 19 settembre 2020 alle 13:30
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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