In Libano si vivono ore difficili. Il bilancio di 220 uccisi e circa 7mila feriti delle esplosioni del 4 agosto è finora il più grave verificatosi a Beirut da quasi 40 anni. Il 23 ottobre del 1983, infatti, un duplice attentato suicida, rivendicato dall'organizzazione Jihad islamico (da più parti identificato con l'allora nascente Hezbollah), uccise 346 persone: in larga parte soldati statunitensi (241) e militari francesi (58) presenti nel paese nel quadro della missione internazionale nel contesto della guerra civile libanese (1975-90). Nel frattempo, si è dimesso il ministro libanese della giustizia, Marie-Claude Najem. Lo riferiscono i media di Beirut citando lo stesso ministro. Dopo il ministro dell'informazione e dell'ambiente, è il terzo ministro che si dimette nel giro di 24 ore dopo le polemiche seguite alle esplosioni del 4 agosto, che hanno finora causato l'uccisione di 220 persone. Si attende nel pomeriggio, alle 15 locali (le 14 in Italia), la riunione del consiglio dei ministri presieduto dal premier, Hassan Diab. Prima dell'esplosione si era dimesso il ministro degli esteri Nassif Hitti.

Sezione: Politica estera / Data: Lun 10 agosto 2020 alle 12:30 / Fonte: Ansa
Autore: Roberto Tortora
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