“L’Italia non deve commettere l’imperdonabile errore di riconoscere il governo dei talebani in Afghanistan, o di riaprire l’ambasciata a Kabul”. Così, in una nota, l’europarlamentare Susanna Ceccardi, commenta le richieste del portavoce dei talebani Zabiullah Mujahid.

“Non facciamoci prendere in giro dalla retorica finto-progressista esibita dai talebani in queste ore”, continua Ceccardi. “Quanto ho avuto modo di sottolineare a Bruxelles, di fronte all’ipotesi di un’apertura di un’ambasciata Ue, vale anche per l’Italia. Non si può portare avanti il dialogo con chi fomenta l’odio contro l’Occidente e nega i diritti umani e civili alla sua stessa popolazione. E non possono certo bastare tre frasette sul ruolo delle donne come infermiere o poliziotte a farci cambiare idea su chi sono e cosa rappresentano realmente i talebani”.

Quanto alla questione profughi, Ceccardi esprime soddisfazione per la linea emersa dal Consiglio straordinario degli Affari interni: “I governi europei -afferma- sono consapevoli che fronteggiare una nuova grandissima crisi, di stampo umanitario, impedisce di aprire le porte ad un’accoglienza indiscriminata. E’ una questione di risorse economiche, di difficoltà di integrazione e anche di sicurezza interna”.

“Si dovrà ammettere -prosegue l’europarlamentare- che l’Europa sta dando ragione alla linea tenuta dalla Lega. Come abbiamo detto dall'inizio di questa tragedia, ribadiamo: sì ai corridoi umanitari, specialmente per donne e bambini, no all'accoglienza indiscriminata e all'immigrazione incontrollata”.

“Ad affermare la necessità di prevenire la migrazione illegale, rafforzare la capacità di gestione delle frontiere e prevenire il traffico di migranti e la tratta di esseri umani, non è appunto solo qualche componente politica ma il documento unitario approvato dal Consiglio, con ministri espressione di governi di diverso colore. Per quanto riguarda la situazione dell’accoglienza in Italia, già in questa fase, dove si è puntato a far arrivare solamente una quota ‘selezionata’ di profughi, sindaci sia di centrodestra che di centrosinistra, si dicono preoccupati per la mancanza di progetti e risorse da destinare al circuito ‘Sai’. Non è una questione ideologica -conclude Ceccardi- ma assolutamente concreta e come tale va affrontata”.

Sezione: Politica estera / Data: Ven 03 settembre 2021 alle 20:05
Autore: Redazione PN
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