Tra i settori più bersagliati dalla pandemia, figura certamente la cultura.

Per un quadro ponderato dell'agenda dell'esecutivo (e dell'attuale maggioranza) nella direzione sopra citata, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Simone Valente, deputato quota M5S.

Come commenta la notizia relativa alla nomina di Sara Gama, in qualità di vice-presidente AIC? Lei ha diramato una nota in tal senso...

"Una scelta importante, ritengo quasi fondamentale per il calcio e per la battaglia che sta conducendo contro ogni forma di tabù. Detto questo la qualità della persona mi fa sperare anche che, insieme al nuovo presidente Calcagno, l’Aic possa proseguire nel binario delle riforme che era stato intrapreso, soprattutto in un momento così complicato. Sono ottimista e felice delle scelte che sono state fatte sulle nomine".

Con quali azioni il governo si è adoperato per poter salvaguardare il comparto culturale, inevitabilmente penalizzato dalla pandemia?

"L’impegno per sostenere il mondo della cultura è iniziato da subito con il primo decreto Cura Italia e si è andato rafforzando nel corso dell’emergenza. Parliamo innanzitutto delle tutele per i lavoratori di questo comparto, che erano già precari prima della pandemia: penso in particolare al bonus da 600 euro che nei mesi abbiamo aumentato fino a 1000, prorogato ed esteso anche ai lavoratori intermittenti dello spettacolo. Ma penso anche ai nuovi fondi istituiti ad hoc e nel tempo rifinanziati per ricompensare delle perdite il settore dell’editoria, i musei statali e non, il cinema, lo spettacolo. Solo per dare alcune cifre, parliamo di oltre 4 miliardi per la cultura e il turismo dal decreto Agosto in poi".

Vi sono anche misure aggiuntive, relative agli altri comparti colpiti?

"Alle attività culturali si applicano misure importanti valide anche per altri comparti, come il credito di imposta sugli affitti e la cancellazione della seconda rata Imu. Chiaramente si tratta di palliativi per impedire in questa fase che l’industria culturale, che comprende anche realtà molto piccole, soccomba a questa situazione drammatica. Tanto si dovrà fare ancora soprattutto per stimolare la ripresa, non appena le condizioni sanitarie lo consentiranno: la cultura è un grande motore economico, oltre che un bene prezioso per l’individuo e la società".

La didattica in presenza è stata una delle grandi battaglie della ministra Azzolina. Rappresenta ancora una delle vostre prerogative, non appena vi saranno le condizioni in favore di quella in presenza?

"È stata, lo è e lo sarà. La ministra Azzolina è sostenuta da tutto il MoVimento 5 Stelle nel difendere strenuamente il diritto all’istruzione, che si fonda anche sulla condivisione tra studenti di uno spazio fisico e sul rapporto umano con l’insegnante. Purtroppo la scuola ha scontato anche colpe non sue, in primis la scarsa efficienza dei trasporti pubblici e la debolezza della sanità territoriale. Ma nel momento in cui saremo in grado di far ripartire alcune attività, necessariamente tra queste ci dovrà essere la didattica in presenza, anche perchè da una parte i dati ci dimostrano che le scuole sono ben più sicure di altri luoghi, dall’altra non possiamo trascurare i danni che può creare a un’intera generazione la permanenza per mesi davanti a un pc: a livello di apprendimento, ma anche di socialità e benessere psico-fisico".

Sezione: Esclusive / Data: Mer 02 dicembre 2020 alle 10:30
Autore: Luca Cavallero
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