Le politiche europee, specie in materia economica, paiono non convincere minimamente la Lega.

La forza di Matteo Salvini, di matrice propriamente sovranista, ha anche manifestato perplessità nette riguardo all'ipotesi degli Stati Generali dell'Economia, invocati dal premier Giuseppe Conte.

Il leader del Carroccio ha delineato un unico orizzonte: elezioni in autunno.

Per un quadro più preciso, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Luisa Regimenti, eurodeputata Lega.

Si è parlato spesso, in questi mesi, di potenza di fuoco: la Bce potrebbe offrire - a vostro giudizio - un apporto considerevole in questo quadro?

"Non c’è dubbio che stiamo attraversando un periodo di crisi epocale e che la recessione sia dietro l’angolo. In un quadro così complicato e destabilizzante, le misure messe in campo dalla Banca centrale europea sono sicuramente di forte impatto e costituiscono un pacchetto decisivo per sostenere la ripresa economica dell’Italia e nel complesso dell’eurozona. La scorsa settimana la Bce ha incrementato il suo programma di altri 600 miliardi, estendendolo almeno fino al mese di giugno del prossimo anno. Si tratta di strumenti che prendono di petto l’emergenza generata dalla pandemia da Covid-19, nonostante la presidente della Bce Christine Lagarde abbia ribadito che sono misure ‘temporanee, mirate e proporzionate’. La Bce si sta finalmente comportando come una vera banca centrale: è quello che la Lega chiede da tempo".

Il Recovery Fund, rispetto al quale vi siete astenuti, dovrebbe essere approvato entro breve. Sulla base di quanto ha potuto rilevare dal dialogo con i suoi colleghi rimarrà tale oppure verranno imposte determinate condizionalità, inizialmente non previste nell’accordo?

"Il Recovery Fund - che, va ricordato, è ancora una semplice proposta - rischia di esporre l’Italia a nuove tasse, a tagli alle pensioni, all’erosione dei risparmi. I tempi di attuazione di questo strumento, poi, sono incerti e comunque non immediati: nella migliore delle ipotesi, si parla del 2021. Ma gli italiani hanno bisogno ora. Ecco perché riteniamo che l'intervento deciso della Bce rappresenti la strada maestra. L’Italia non può perdere altro tempo, le imprese sono già al collasso e la disoccupazione è in costante aumento. Serve liquidità, senza condizioni, risorse e aiuti concreti, non accordi capestro che vincolano il futuro dei nostri figli".

Che percezione si ha in Europa dell’Italia che, cronologicamente, aprirà per ultima le scuole?

"Il Governo italiano sulla scuola sta misurando la propria incapacità. La ministra Azzolina in tre mesi non ha saputo dare una risposta concreta a docenti e studenti, che si sono impegnati nella Dad, la didattica a distanza, pur tra mille difficoltà, tecniche, operative, organizzative. Il tutto senza avere dal dicastero indicazioni chiare e propositive. La scuola è alla base della crescita sociale e civile di una comunità, ma negli ultimi anni non è stata valorizzata, non sono stati fatti investimenti sul digitale, sull’edilizia scolastica, sulla formazione dei docenti, men che meno si è pensato a gestire il nodo delle assunzioni e delle infinite liste dei precari. Anche per questi aspetti, dilatati dall’emergenza Covid, l’Italia in Europa fa una brutta figura, che non merita".

Le prossime regionali costruiranno un banco di prova importante per la tenuta del centrodestra? Voi e Fdi, più affini ideologicamente rispetto a Forza Italia, insieme superate il 40%...

"Il centrodestra è unito, seppur con sfumature diverse, come è giusto che sia. I sondaggi lasciano il tempo che trovano, perché i numeri sono variabili, ma restano significativi. Le elezioni regionali, così come quelle politiche e la contesa elettorale che interesserà la Capitale, saranno una prova importante, che dimostrerà come i cittadini italiani siano ben consapevoli degli errori commessi dall’attuale esecutivo, la debole e incerta gestione dell’emergenza pandemica, il fatto che dopo oltre tre mesi di crisi molti lavoratori siano ancora in attesa della cassa integrazione e che tante partite Iva abbiano chiuso prima di ricevere i famosi 600 euro. È ora che la parola torni ai cittadini: il voto offrirà la possibilità di dare finalmente al nostro Paese un governo serio, responsabile, concreto".

Sezione: Esclusive / Data: Mer 10 giugno 2020 alle 17:00
Autore: Luca Cavallero
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