Lo scenario politico, economico e sociale, italiano e globale.

Riguardo a tali temi, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Erasmo Palazzotto, deputato di Sinistra Italiana.

Ritiene che il “sodalizio commerciale” Italia-Egitto possa costituire uno “schiaffo morale” alla famiglia Regeni?

"L’eventuale autorizzazione di un'imponente vendita di armi all'Egitto rappresenta una normalizzazione nei rapporti tra i due Paesi. Purtroppo questa sarebbe una scelta in controtendenza con gli impegni assunti dal nostro governo. L'Egitto si è sempre rifiutato di cooperare sul caso Regeni, anche quando la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati 5 agenti dei servizi segreti egiziani. Nessuna contropartita economica può valere la rinuncia dei nostri valori fondamentali e del rispetto dei diritti umani. E’ questo lo spirito con il quale ho accettato di guidare la commissione d’inchiesta ed è per questo che, con lavoro e impegno costante e quotidiano, siamo e saremo vicini alla famiglia Regeni per chiedere il rispetto della nostra costituzione ma soprattutto per avere giustizia e verità per Giulio. La scelta di convocare il Presidente del Consiglio è dettata dalla necessità di conoscere cosa abbia fatto ritenere al Governo che una scelta di questo tipo non abbia impatto sulla ricerca di verità".

Come valuta la soluzione degli Stati generali dell’Economia?

"I momenti di discussione sul futuro economico del paese sono sempre importanti. Questa iniziativa del presidente Conte prova a riprendere le fila di un confronto tra il governo e le principali forze economiche e sociali del Paese, già abbastanza complicato prima del Covid. Siamo in un frangente storico eccezionale perché un’emergenza così non l’avevamo mai vissuta dalla fine della seconda guerra mondiale. Ma siamo anche di fronte ad un’occasione irripetibile per cambiare strada e far ripartire il Paese su nuove basi, più eque e più sostenibili. Quindi ben vengano gli stati generali ma a mio avviso serve di più. Con urgenza, abbiano bisogno di una visione politica sul futuro, perché abbiamo poco tempo prima del prossimo autunno quando saranno disponibili le risorse del recovery fund e non sappiamo quanto il tessuto sociale possa reggere ancora l’urto di questa crisi che, come tutte le crisi, si è scagliata con più forza sui ceti popolari, sui lavoratori e sulle lavoratrici. Per il rilancio servono con urgenza sostegno al reddito universale e investimenti in ambiente, salute, scuola e ricerca. Spero che dagli stati generali possano arrivare queste risposte".

Ritiene che, come quattro anni fa con forze più radicali, possa propagarsi una spinta più moderata, sempre dalle elezioni Usa (in caso di vittoria di Biden)?

"Visto quello che sta succedendo nelle strade delle maggiori città Usa e la nascita di un grande movimento globale contro il razzismo, dopo l’assassinio di George Floyd, l’auspicio più grande è quello di vedere Trump e le sue politiche uscire sconfitti alle prossime elezioni. Però la vera speranza è che a propagarsi e contagiare il mondo non sia la visione o la spinta più o meno moderata, in questo caso Biden, ma i valori e le rivendicazioni che stanno arrivando da milioni di ragazze e ragazzi del Black Lives Matter. Dentro un’America ancora segnata da razzismo e xenofobia la forza di quelle piazze è il messaggio più dirompente. Dovranno farci i conti tutti Biden e la politica, anche in Europa".

Sezione: Esclusive / Data: Ven 12 giugno 2020 alle 17:30
Autore: Luca Cavallero
Vedi letture
Print