Tra i settori maggiormente colpito dalla crisi economica derivata dall'emergenza Coronavirus figura certamente il Turismo.

Tante per esempio le prenotazioni disdette nel mese di febbraio nelle varie agenzie, allo scoppio di quella che di lì a poco si sarebbe trasformata in un'autentica pandemia.

Le agenzie hanno iniziato ad abbassare le serrate (in conformità con i Dpcm) e hanno iniziato a riaprire gradualmente soltanto dal 18 maggio.

In balia di mille incertezze, tanti operatori del settore turistico italiani si sono radunati nella mattinata odierna - giovedì 4 giugno - in Piazza del Popolo a Roma, per sollecitare l'attenzione dell'esecutivo.

Al fine di stilare un bilancio concreto della manifestazione, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Enrica Montanucci, loro portavoce.

Entriamo subito nel merito della manifestazione: è complessivamente soddisfatta?

"Assolutamente sì. Hanno aderito operatori turistici da tutta Italia, in un numero consistente. Abbiamo manifestato per chiedere maggiore sostegno da parte del governo, in un settore letteralmente colpito come il nostro. Voglio inoltre precisare un aspetto".

Prego.

"La manifestazione è stata del tutto pacifica, nel rispetto delle distanze e in piena sicurezza: anche le forze dell'ordine presenti ci hanno fatto i complimenti".

Oggi così....tutto il turismo insieme!!!#nonsmetteremomaidiviaggiare #agenziediviaggi

Pubblicato da Beatrice Faricelli su Giovedì 4 giugno 2020

Ha ricevuto riscontri da parte di qualche autorità? Sul tema turismo, negli ultimi giorni, si sono esposti pubblicamente soprattutto i ministri Di Maio e Franceschini.

"Sono stati mesi di dialogo molto intenso con esponenti politici, tra senatori e sottosegretari. Tutte le personalità con cui ho parlato hanno manifestato piena sensibilità rispetto alla nostra condizione. Proprio oggi, al termine della manifestazione, mi è stato comunicato che si stanno studiando gli ultimi emendamenti al Decreto Rilancio. Ci è stato garantito inoltre in maniera ufficiosa che il governo lavorerà ad un Decreto Turismo".

Quali sono le vostre richieste prioritarie?

"Purtroppo abbiamo chiuso e chiuderemo in perdita: le prime stime parlano addirittura di percentuali ammontanti all'85%. Chiediamo un ampliamento dei fondi stanziati per il settore del Turismo e che vengano revisionati i criteri di calcolo del fondo perduto".

Lei rappresenta una categoria che, di fatto, vive della propria giornata lavorativa. Si è sentita un po' abbandonata dal governo dal 22 febbraio in poi?

"Non voglio criticare in maniera strumentale il governo: abbiamo vissuto una situazione drammatica e difficile da fronteggiare per chiunque. Piuttosto dobbiamo dire che siamo un paese in cui la burocrazia contribuisce a rendere tutto più "giurassico". Torno a ripetere che il governo ha sempre dialogato con noi, interessandosi al nostro settore: certo, forse una maggiore tempestività sarebbe stata più opportuna".

Lei vive Roma, città turistica e commerciale. Percepisce lievi segnali di ripresa nella Capitale?

"Il 18 maggio, giorno in cui ho riaperto l'agenzia, è stato a dir poco traumatico, e così per tutta la settimana seguente. Da giovedì scorso noto invece un maggiore ripopolamento: la città sta tornando pian piano a vivere. Vedo la gente che sta iniziando a tornare nei ristornati e ho rilevato un popolamento più ampio. Operatori turistici provenienti dal Veneto mi hanno detto che hanno visto circolare auto con targhe straniere: buon segnale!".

Sezione: Esclusive / Data: Gio 04 giugno 2020 alle 17:46
Autore: Luca Cavallero
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