Riguardo alle elezioni regionali in Veneto, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Aurora Marchioro, candidata al Consiglio Regionale tra le fila di Italia Viva.

Marchioro, con i suoi 21 anni, è una delle aspiranti consigliere più giovani.

Facciamo un passo indietro: cosa ti ha indotto ad aderire al progetto di Italia Viva?

"Il mio impegno attivo in politica inizia con il Referendum Costituzionale del 2016. La politica con la "P" maiuscola è la politica dei fatti e non degli slogan, delle decisioni e non dei rinvii. Un partito politico che fa della presenza dei giovani e della parità di genere il suo punto di forza è un partito politico che investe sia sul presente che sul futuro. Questa è Italia Viva".

Quali sono, a tuo giudizio, le cose più urgenti da fare in Veneto?

"Il Veneto è una regione con molte potenzialità ma anche grandi fragilità. È la regione d’Italia più inquinata del 2019 e maglia nera per l’utilizzo del suolo. Il Veneto necessita di una politica ambientale seria e urgente, a breve e a lungo termine che garantisca oltre al rispetto dell’ambiente anche la salvaguardia dal dissesto idrogeologico. La proposta della lista Daniela Sbrollini Presidente è la creazione di un’unità di crisi permanente della regione entro ottobre 2020 per definire investimenti per la prevenzione dei disastri climatici nelle zone a rischio".

Come valuti, personalmente, una vostra ipotetica convergenza - anche a livello nazionale - in un unico asse, con Azione e Più Europa?

"E' necessario che nello scenario politico nazionale e regionale, vi sia un polo inclusivo di tutte le forze politiche riformiste, moderate ed europeiste. Nelle imminenti elezioni regionali, Italia Viva si presenta in lista con PSI, PRI e Civica per il Veneto. Questo è il punto di partenza. Dopo le elezioni regionali, mi auguro possa riprendere il cammino di costruzione di un centro riformista che comprenda anche +Europa, Azione e altre forze politiche che si sentano partecipi in questo progetto".

Come giudichi, sin qui, il cammino del Governo Conte II?

"Il Covid 19 ha messo a dura prova la capacità di intervento dello Stato. Non mi sento di giudicare la gestione dell’emergenza sanitaria del governo Conte. Certo è che alcune priorità, come la scuola, andavano gestite meglio, ponendo al centro i bisogni degli studenti e delle famiglie. Occorre ora intervenire con decisione nei processi economici. I finanziamenti europei devono andare agli investimenti produttivi e rilanciare di conseguenza l’occupazione".

Sezione: Esclusive / Data: Mer 16 settembre 2020 alle 07:30
Autore: Luca Cavallero
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