Riguardo all'attualità politica, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Giuseppe Lumia, esponente quota Pd.

Come giudica il contenzioso Fedez-Rai?

"Sui Diritti Civili, nel nostro Paese, siamo molto in ritardo. Sulla lotta alla omofobia dobbiamo recuperare il tempo perduto in letture superate e prive di fondamento, come quando si sostiene che la legge Zan limiterebbe la libertà di opinione, che invece rimane intatta e inviolabile. Adesso la società civile chiede altri passi in avanti, per cui anche esponenti dello spettacolo come Fedez incalzano la politica a scegliere e a decidere, senza più bloccare il processo legislativo. I cantanti usano il loro linguaggio e il loro contesto musicale per dare voce ad una diffusa domanda di promozione dei diritti civili. La Rai deve lasciare a questo mondo la libertà piena di esprimere le proprie idee anche quando mette in discussione settori della politica. Fa parte, del resto, del ruolo del servizio pubblico garantire questa funzione critica, che spesso ritroviamo nel mondo dello spettacolo. Preferisco questo tipo di approccio a quello omologato e piatto, che non stimola il pensiero critico e l’aspirazione a raggiungere grandi mete".

Qual è la sua chiave di lettura in merito al DDl Zan?

"La lotta alla violenza omofobica e alla discriminazione di genere non si può più rimandare. Non bisogna avere paura dell’affermazione finalmente anche in Italia dei Diritti Civili. Un Paese matura civilmente anche attraverso queste nuove tutele, che devono trovare piena cittadinanza nel sistema normativo. Ho vissuto direttamente l’esperienza parlamentare della legge sulle Unioni Civili insieme alla Senatrice Cirinnà e abbiamo dovuto superare mille ostacoli spesso incomprensibili; alla fine è ormai assodato che si è data una svolta positiva che non mette in crisi il valore della famiglia, anzi lo arricchisce e lo rilancia. Sono diritti di nuova generazione, che nei più avanzati Paesi europei si sono affermati già da anni. L’Italia non può rimanere indietro su processi sociali e culturali che non sono più comprimibili. La Camera dei deputati si è già pronunciata da mesi, adesso spetta al Senato dibattere e decidere, senza bloccarsi in divisioni ostruzionistiche".

Sezione: Esclusive / Data: Gio 06 maggio 2021 alle 19:30
Autore: Luca Cavallero
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