In merito all'opposizione della Lega rispetto al Governo Conte e alle politiche Ue, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Danilo Oscar Lancini, eurodeputato del Carroccio.

Conte negli ultimi giorni ha incontrato Sanchez e accelerato l’interlocuzione con i partner europei. A suo giudizio a quali risultati si perverrà?

La missione estera di Conte è una mossa sicuramente tardiva e velleitaria, senza contare che si sta rivelando di fatto controproducente perché trasmette l’immagine di un’Italia rimasta fuori dai giochi che si presenta “col cappello in mano” dai partner europei. Un messaggio che non rende giustizia ad un paese da sempre contribuente netto delle istituzioni europee e che ha sovvenzionato in maniera sostenuta il sogno europeo. Altro che “paesi frugali”! Anziché affidarsi in maniera consistente già da marzo all’emissione di titoli di stato nazionali sostenuti dai programmi di acquisto della BCE - come le altre economie dell’eurozona - il governo giallo-rosso ha invece colpevolmente inseguito il miraggio di strumenti legati al bilancio UE e quindi disponibili non prima del 2021. Bisogna ricordare che si tratta di fondi non ancora attivi e che potranno erogare prestiti - non contributi a fondo perduto - solo quando avranno ricevuto dai paesi membri le garanzie necessarie per emettere obbligazioni sui mercati. Per quanto riguarda il SURE - fondo anti-disoccupazione - alcuni economisti hanno calcolato che l’Italia riceverebbe una cifra analoga a quanto dovrebbe versare, mentre sul fantomatico RECOVERY FUND tutto è in alto mare, dalle cifre agli obiettivi, ed esiste il rischio concreto che vada a sostenere maggiormente la decarbonizzazione dell’industria tedesca, anziché la ripartenza della nostra economia. Da ultimo, per quanto concerne il MES, anche nella sua versione “sanitaria”, resta pesantemente condizionato ai programmi di austerity graditi alla troika europea. In poche parole, servirebbe un’Italia con le idee chiare che ripartisse dalle proprie potenzialità, ma non possono di certo essere Conte e la sua litigiosa coalizione di governo a rappresentarla".

Come commenta i dati drammatici di previsione del Pil italiano?

"Mentre Gualtieri a fine marzo aveva parlato di “una contrazione di pochi punti di PIL”, in realtà la situazione è molto grave: un calo previsto dell’11,2% nel 2020, ben superiore alla media dell’eurozona e quasi doppio rispetto al -6,3% della Germania. Una situazione figlia del lungo lockdown, che forse poteva essere evitato se avessero ascoltato per tempo l’allarme lanciato dai governatori della Lega, ma anche e soprattutto conseguente ad una gestione economica dilettantesca da parte dell’esecutivo in carica. La mancata iniezione di liquidità immediata nel sistema delle imprese e regole farraginose sulla concessione dei prestiti hanno prodotto risultati devastanti. Nonostante il nostro tessuto produttivo abbia cercato di reagire con risorse proprie, anticipando la Cassa Integrazione ai dipendenti e, ove possibile, riconvertendo la produzione, il confronto con le altre economie europee è davvero impietoso. Praticamente ovunque, tranne che in Italia, le imprese hanno goduto di contributi a fondo perduto accreditati direttamente sui propri conti correnti e gli ammortizzatori sociali sono stati erogati con puntualità. Ricordo che la Francia ha investito per il solo settore del turismo il triplo dell’Italia, mentre la Germania, ancora in piena pandemia, aveva attivato quasi 1000 miliardi in aiuti di stato alle imprese, regolarmente autorizzati dall’UE. Oggi, oltre al danno rischiamo la beffa: trovandoci in un mercato unico, ma con risposte estremamente diversificate, chi esce meglio e per primo dall’emergenza guadagnerà importanti quote di mercato. Ancora una volta, chi sta al governo solo per “tirare a campare” danneggia il Paese".

Quali aspettative nutrite, come Lega, dalle prossime regionali?

"Le prossime elezioni regionali possono senza dubbio costituire un importante segnale politico di contrasto all’attuale maggioranza coagulatasi proprio intorno al rifiuto del ricorso alle urne. Ma, oltre all’evidente significato nazionale, si tratta di un’occasione importante per offrire la proposta di buongoverno della Lega anche a regioni in cui da decenni si è cristallizzato un certo sistema di potere legato al PD. Non dimentichiamo poi che il mondo delle autonomie locali si è dimostrato generalmente solido contro le conseguenze del virus e che alcune regioni hanno dovuto supplire in proprio alle evidenti mancanze del tandem Conte-Arcuri nei giorni dell’emergenza".

Sezione: Esclusive / Data: Lun 13 luglio 2020 alle 17:37
Autore: Luca Cavallero
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