Tra i temi del dibattito politico italiano vi è anche la differenza del modus operandi da parte di Forza Italia nell'impostazione della propria opposizione.

E' infatti oltremondo differente l'approccio più "dialogante" con il Governo Conte, malgrado - come rimarcato dal Presidente e leader FI, Silvio Berlusconi - la linea rimane esclusivamente una: no ad ingressi in corsa nella maggioranza.

Per un quadro più delineato, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Carlo Giacometto, deputato piemontese di Forza Italia.

Partiamo subito dall'attualità. Da esperto e conoscitore del settore in questione: come giudica la convocazione da parte di Conte degli Stati Generali dell'Economia?

"Penso che si tratti del solito esempio di palla calciata in tribuna: il Governo Conte è in carica dal settembre 2019 e Conte medesimo è ormai premier da oltre due anni. Immaginare di risolvere i problemi dell'Italia - che sono gli stessi del pre-Covid, all'insegna in primis di un paese con il più basso tasso di crescita in Europa - attraverso una passerella in cui ascoltare tante belle relazioni, ma senza alcuna azione esecutiva ben precisa e concreta, significa che si calcia - appunto - solo ed esclusivamente la palla in tribuna".

Si parla spesso del vostro modus operandi nel fare opposizione, contraddistinto da un approccio differente rispetto a Lega e Fratelli d'Italia: più dialogo e propensione all'ascolto. Potreste valutare in prospettiva di entrare in maggioranza, nel caso in cui - per esempio - Italia Viva dovesse abbandonare?

"Siamo una forza di opposizione responsabile, ma questo non vuol dire che siamo fuori dalla realtà: non potremmo mai sostenere un governo con dentro Movimento 5 Stelle, Pd e Leu... Noi abbiamo avuto questo approccio non per aiutare il governo, ma solo ed esclusivamente nell'interesse degli italiani. Alcune nostre proposte sono state inserite nel piano solcato da Colao: noi non vogliamo sostenere un governo di questo tipo. Questo è un governo assistenzialista, fondato su principi totalmente in antitesi con i nostri".

Fdi e Lega da soli, sommati, valgono oltre il 40%. In Forza Italia si tiene in considerazione il possibile rischio che si slaccino dalla coalizione di centrodestra, per convergere in un'alleanza bilaterale che prescinda da voi?

"Noi siamo il partito fondativo della coalizione di centrodestra: questa eventualità non si potrebbe nemmeno pensare. Senza Berlusconi non esisterebbe nemmeno la coalizione e ne siamo infatti garanti della sua unità. Per cui certo: siamo tre partiti diversi, con sensibilità diverse, ma nell'ambito di un disegno che ci porti al governo. Abbiamo già guidato il paese in passato e attualmente guidiamo alcune tra le più importanti regioni d'Italia: Piemonte, Lombardia e Veneto in primis".

Sezione: Esclusive / Data: Gio 11 giugno 2020 alle 10:30
Autore: Luca Cavallero
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