In merito alle vicende politiche relative al Piemonte e alla gestione dell'emergenza Coronavirus da parte della Giunta Cirio, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Paolo Furia, segretario regionale del Partito Democratico.

Segretario, come Pd avete sempre chiesto chiarezza in merito alla gestione dell'emergenza Coronavirus in Piemonte da parte della Giunta Cirio: come procedono i lavori?

"Assolutamente: riteniamo sia necessaria. Per questo abbiamo disposto l'ostruzionismo: ci è stata negata mediante un decreto "omnibus" che includeva - tra l'altro - il numero delle specie cacciabili in Piemonte, proprio dell'amministrazione Chiamparino. L'ostruzionismo ha portato ad un risultato concreto: abbiamo ottenuto la possibilità di effettuare un'operazione di indagine interna a guida Pd".

Nelle fasi più cruente dell'epidemia, Cirio si è spesso difeso, sostenendo di aver ereditato un sistema sanitario già di per sè lacunoso.

"Beh, però certe operazioni da compiere nell'immediato erano di sua competenza. Per esempio, come verificabile, camici e protezioni per i medici sono stati ordinati soltanto a metà marzo. E poi la richiesta alle Rsa di accogliere pazienti Covid... si è voluto copiare in modello Lombardia, che ha portato - di fatto - a risultati catastrofici, sotto gli occhi di tutti".

A suo giudizio il Piemonte si sta attrezzando adeguatamente per contenere un'eventuale seconda ondata?

"Le cose sembrano andare meglio: i contagi sono scesi e le "corse al Pronto Soccorso" sono decisamente diminuite. Logico che c'è ancora molto da lavorare".

Passando al versante politico: come procede l'opposizione con i 5 Stelle? Ci sono margini per correre insieme in alcune realtà amministrative?

"Nulla è da escludere, bisogna verificare caso per caso. Gli scenari sono tra loro infatti molto differenti: su Torino per esempio, in merito ai 5 Stelle, c'è un giudizio molto rimarcato da parte della cittadinanza in merito all'Amministrazione Appendino: oltre a dissociarci politicamente da quell'operato riteniamo sia necessario proporre un'alternativa valida".

Di quale tipologia?

"Abbiamo intrapreso un percorso, chiamato Agenda per Torino 2021. Il nostro obiettivo sarà ascoltare, coinvolgere. Per vincere non basterà presentare la coalizione di centrosinistra tradizionale: sarà fondamentale anche il supporto di un civismo consolidato".

Come giudica l'operato di Nicola Zingaretti, recentemente "bacchettato" da Gori?

"Zingaretti è un segretario nazionale che sta lavorando bene, senza imporre alcuna decisione dall'alto. I partiti comandati dai "leader maximi" che decidono in maniera universale costituiscono un modello, a mio giudizio, non vincente. Questo non solo nel Pd, ma anche nei 5 Stelle e negli altri partiti. Abbiamo assistito a parabole di leader che hanno preso da soli il 40%, per poi scendere al 18".

Sezione: Esclusive / Data: Mar 30 giugno 2020 alle 10:30
Autore: Luca Cavallero
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