Riguardo all'attualità politica, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Vincenzo Forte, esponente quota Fratelli d'Italia.

Come giudica il dibattito sul Recovery Plan?

"Non mi pare si possa dire di essere partiti con il piede giusto. Un piano di portata epocale per risorse e investimenti andava ampiamente discusso all’interno del Parlamento e non presentato praticamente a scatola chiusa. Si tratta di scelte che vincoleranno il nostro Paese per i prossimi anni con il rischio più che concreto di ipotecare completamente ogni spazio di agibilità politica, anche a chi uscirà vincitore dalle urne nel 2023. In questa situazione viene da domandarsi se non si tratti di una scelta precisa di questo esecutivo guidato da Mario Draghi, proprio per evitare che un eventuale Governo di cdx, nato dalle urne e non dalle alchimie di palazzo, possa operare politiche diverse e non gradite ai mercati e all’Europa. Si tratta di una partita molto importante nella quale tutte le forze politiche dovrebbero alzare il livello d’attenzione. Finora solo Fratelli d’Italia ha avuto il coraggio di alzare la voce".

Come giudica il dibattito venutosi a creare sulla Legge Zan?

"Il dibattito sul DDL/Zan ha assunto i connotati di una diatriba tra fazioni che in molti casi non hanno nemmeno letto il testo del disegno di legge. Se si ponesse meno attenzione allo scontro ideologico, alla propaganda e agli sponsor più o meno famosi a sostegno del DDL, e ci si concentrasse sulle conseguenze di un’eventuale approvazione di questa legge, ci si renderebbe conto che si tratta di un testo che non tutela nessuno più di quanto non sia già tutelato dal nostro ordinamento, ma rischia di mettere un bavaglio a chi ha ancora l’ardire di esprimere una legittima opinione su determinati argomenti. Ad esempio l’articolo 4 esclude la punibilità della “libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte” ma poi chiarisce: “Purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti”. Non si tratta di idee o espressioni che spingono a discriminare oppure istigano a commettere atti violenti, bensì di un generico pericolo che quelle opinioni, legittime, potrebbero generare. In un contesto così fumoso anche dichiarare che l’unica famiglia è quella composta da un uomo, da una donna e dai figli come eventuale frutto della loro unione potrebbe essere considerato come potenzialmente pericoloso e discriminatorio. Uno dei punti più critici di questo DDL riguarda la scuola e la formazione dei nostri ragazzi. Il tentativo di far entrare nelle scuole una serie di progetti “formativi”, magari gestiti dalle associazioni della variegata galassia LGBT, senza che i genitori possano scegliere se far frequentare o meno ai propri figli queste attività, non è accettabile. Nel nostro Paese le discriminazioni di ogni genere sono già punite severamente, non abbiamo bisogno di una legge che rischia di generare caos dal punto di vista del diritto e finirebbe per mettere un bavaglio a chi non accetta, legittimamente, di piegarsi al pensiero unico su temi così delicati".

Sezione: Esclusive / Data: Gio 13 maggio 2021 alle 11:30
Autore: Luca Cavallero
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