In merito alle politiche del Governo Conte e al futuro delle elezioni amministrative (e regionali), la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Claudio Durigon, deputato della Lega ed ex sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell'ambito dell'esecutivo gialloverde.

Onorevole Durigon, partiamo dalla situazione lavoro: il tasso di disoccupazione rimane elevato, quanto l'accesso alle professioni.

"Esatto, l'emergenza Covid ha complicato ancora di più le cose in questo settore. E' vero, c'è il blocco provvisorio dei licenziamenti, però il governo non ha fatto finora nulla per poter agevolare il lavoro. Si è preferito prediligere l'assistenzialismo, totalmente temporaneo, quando la gente cerca il lavoro: lo strumento della cassa integrazione - che in alcuni casi nemmeno è arrivata - non può essere definitivo; manca una visione, un progetto. Grazie al voto decisivo delle opposizioni sono stati stanziati 80 miliardi di scostamento di bilancio: mi chiedo quale strategia di investimento vi sia stata. Se non si interviene in fretta, questo autunno sarà costituito da mesi drammatici".

Passando al versante politico temete che i vostri competitor possano riproporre la medesima coalizione a sostegno del governo nazionale anche sui territori, in vista della prossima tornata di regionali e amministrative?

"Non mi sembra stiano andando in questa direzione, ma se ritengono possa essere una strategia vincente facciano pure. Noi come centrodestra ci presenteremo uniti dappertutto. Saranno gli italiani a decidere".

Come giudica il recente difficile mese di giugno di Matteo Salvini? Oltre a qualche dibattito televisivo non proprio irreprensibile è stato oggetto di diverse contestazioni, per ultima quella di Mondragone, nelle scorse settimane...

"Mese difficile? Rispetto l'opinione, ma non mi sembra affatto così. Purtroppo si è tenuto, strategicamente, a sottolineare solo le contestazioni, quando invece Salvini - ovunque va - ha anche tantissimi sostenitori. Purtroppo a Mondragone si è impedito un dibattito democratico e spiace che nessuno ne abbia parlato: non credo si sia mai visto nelle storia repubblicana che venisse proibito ad un leader politico di parlare ai suoi sostenitori, a causa di contestatori che tiravano acqua e pietre. Quando Gad Lerner fu ingiustamente contestato a Pontida da pochi contestatori fummo accusati, come Lega, di essere un partito neo-fascista, ma se questi sono gli atteggiamenti della sinistra...".

Sezione: Esclusive / Data: Gio 02 luglio 2020 alle 10:30
Autore: Luca Cavallero
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