Il dibattito intorno al futuro economico dell'Italia e dei paesi dell'Eurozona nel post Covid è più che mai centrale.

La posizione della Lega è chiara: anno bianco fiscale, con la Bce che si faccia carico di tutto quanto il debito pubblico, mediante l'emissione di buoni del tesoro.

Per un quadro più preciso della ricette del Carroccio, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Marco Dreosto, eurodeputato Lega.

Quali saranno le sfide decisive per l’Ue, da qui a fine anno?

"L'Ue ha dimostrato tutte le sue difficoltà durante la crisi Covid-19. Aiuti arrivati in ritardo, Paesi europei che bloccavano le mascherine, le gaffe della Lagarde, la chiusura dei confini, la creazione di corridoi turistici: tutte questioni che hanno fatto riaffiorare le molteplici differenze che ci sono all’interno dell’Unione europea. Noi come Lega siamo convinti che la soluzione non sia quella di delegare maggiori poteri a Bruxelles centralizzando ancora di più il sistema burocratico europeo. Al contrario, noi crediamo che la soluzione sia quella di creare un’Europa dei popoli, dove i cittadini – e non la burocrazia o l’alta finanza – siano al centro del dibattito".

In quanto le presidenziali Usa condizioneranno le politiche economiche e commerciali Ue? Parti politiche di alcuni Stati membri sembravano (e sembra) guardino con interesse alla Cina.

"Le presidenziali saranno fondamentali per capire dove gli Usa decideranno di andare. Di conseguenza anche noi europei capiremo quale potrà essere la nostra relazione con loro ma onestamente credo che in qualsiasi caso l’Italia debba coltivare un rapporto privilegiato con Washington, specie in un momento nel quale la Cina ha deciso di mettere da parte il tradizionale non interventismo e ha messo gli occhi sull’Europa e in particolar modo sull’Italia. Non posso non citare il rapporto del Copasir presieduto dal mio collega della Lega Raffaele Volpi che ha lanciato l’allarme su possibili Opa cinesi (e non solo) sugli asset strategici nazionali. L’interesse nazionale deve essere salvaguardato sempre e non possiamo pensare di cadere nelle mani di Pechino che, in particolar modo nella gestione della crisi coronavirus, ha dimostrato di non essere un partner affidabile".

C’è qualcosa di concreto in merito all’idea relativa al fatto che qualcuno all’interno della Lega auspichi il ritorno alla Lira?

"L’Italia è uno dei Paesi fondatori dell’Unione europea ed è un contribuente netto del budget europeo. L’Italia fa anche parte dell’Eurozona ed è una delle economie più importanti. La soluzione è quella di fare valere di più la nostra posizione all’interno dei consessi europei. Quello che noi proponiamo come Lega è un maggiore ruolo e una maggiore importanza della Bce che possa avere un ruolo degno di una banca centrale come succede in Usa, nel Regno Unito e in Giappone".

Come avete accolto in Europa il Piano Export ratificato da Di Maio?

"Un piano per l’internalizzazione e per sostenere l’export italiano deve essere fatto da un Ministro degli esteri serio e capace. Ho il timore che lasciare questi temi così importanti in mano a Luigi Di Maio sia per l’Italia una disgrazia. Nella sua ultima visita a Lubiana, è riuscito paradossalmente a rinviare l’apertura dei confini tra Slovenia e la mia regione Friuli-Venezia Giulia non menzionando nemmeno la questione della rotta balcanica. Ci si può fidare di un Ministro degli esteri che sembra andare contro l’interesse nazionale?".

Come giudica la relazione di Vittorio Colao e l’apparente opposizione di Conte a riguardo? L’attuale governo ha ancora prospettive longeve?

"Conte si è circondato di tecnici. Ha creato oltre 15 task force, è andato fino a Londra a prendere Colao però alla fine non si affida alla sua relazione. Ora vuole organizzare gli Stati generali in una villa romana. Ma andare in Parlamento a dibattere con coloro che sono deputati a rappresentare i cittadini? Perché non vuole interfacciarsi con le Camere? Ha forse paura di non avere una maggioranza? La mia sensazione è che si voglia circondare da tecnici per assenza di una sua visione politica. Tecnici a cui dare eventualmente la colpa in caso di fallimento. I dissidi interni a questo governo sono evidenti a tutti e il ritorno alle urne è alquanto auspicabile".

Sezione: Esclusive / Data: Gio 11 giugno 2020 alle 13:50
Autore: Luca Cavallero
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