Tra i più ardenti oppositori dell'operato di Attilio Fontana in Lombardia figura certamente il Partito Democratico.

Nel pieno della Fase 3 è possibile iniziare a trarre lievemente le fila e stilare un bilancio.

A tal fine, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Elena Carnevali, deputata bergamasca del Pd.

Lei è lombarda - più precisamente bergamasca - realtà dilaniata dall'epidemia. Quale clima si respira adesso, a distanza di tre mesi?

"La mia terra, Bergamo e provincia, insieme ad altre aree della Lombardia, ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane, di persone ammalate e contagiate ed ha messo in campo energie straordinarie, in un impegno condiviso da tutti, a partire dalla riconversione di posti letto nelle terapie intensive e dall’abnegazione del personale sanitario. Ma non solo. In quei giorni abbiamo assistito anche ad una mobilitazione verso un rispetto rigoroso delle indicazioni sanitarie per cercare di sopperire alle carenze di presidi di protezione o di attrezzature necessarie. A questo, si aggiunge anche una vasta attività di volontariato diffuso, per affiancare e aiutare a rispondere ai bisogni primari chi era rimasto solo in casa. Quello che abbiamo vissuto rimane indelebile nella memoria, sono stati mesi durissimi, di grande sofferenza per la nostra comunità. Oggi, a mio giudizio, la maggior parte della cittadinanza non ha rimosso i rischi della pandemia e vive la fine del lockdown con desiderio di ripresa della normalità e senso di responsabilità. Il bisogno di socialità è più che palpabile ed è visibile. Ci si sta attrezzando per sostenere la ripresa delle attività economiche e sociali. Non abbiamo dimenticato che la pandemia non ha solo segnato le esistenze sul piano della salute, che considero primario per la messa in moto di ciò che regge un territorio. Anche attività imprenditoriali, molte delle quali piccole e medie, hanno bisogno di aiuto economico e di liquidità. Per molti lavoratori questa rimane ancora una fase di incertezza, nonostante gli aiuti locali e nazionali. Ora arriva la fase difficile per salvare posti di lavoro e sostenere alle famiglie. Non è un caso che come parlamentari bergamaschi di maggioranza abbiamo lavorato perché fosse riconosciuto, come è avvenuto, un contributo straordinario di 200 milioni per i territori più colpiti dall’emergenza".

A livello nazionale invece come giudica l'atteggiamento dell'opposizione? A più riprese, Lega e Fratelli d'Italia hanno lamentato uno scarso coinvolgimento.

"L’opposizione ha scelto una sorta di doppio registro. Alle richieste di unità nazionale espresse a più riprese dal Presidente Mattarella, ha avuto atteggiamenti ondivaghi. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a polemiche con il livello centrale sulle decisioni da assumere alternate alla disponibilità e richieste di collaborazione. Il tutto unito a contraddizioni nei messaggi, fino alla manifestazione in piazza del 2 giugno o all’ostruzionismo di due giorni fa con l’obiettivo di far fallire il Decreto Scuola. Come Paese credo che abbiamo fatto tutto quello che era possibile per arginare l’epidemia con scelte dure anche sul fronte delle libertà personali; scelte che paesi esteri non sempre hanno fatto con lo stesso rigore, con esiti che ben conosciamo. In pochi mesi sono state messe in campo risorse enormi, con un valore di ben oltre due leggi di bilancio, per contrastare una crisi senza precedenti. Ora si devono far proprie gli appelli alla responsabilità del Presidente. L’opposizione non mi sembra proprio che sia su questa lunghezza d’onda e vedo rinascere l’attivisimo di forze antidemocratiche. Una rinascita preoccupante, molto preoccupante. Da queste spinte si dovrebbe prendere molte distanze".

Con l'emergenza sanitaria lievemente allentata ora largo totalmente al fronteggiamento dell'emergenza economica: quali sono le priorità dell'agenda di esecutivo e maggioranza?

"Adesso siamo immersi nella riconversione del Decreto Rilancio. Gli emendamenti sono tantissimi. Il governo Conte deve fronteggiare nodi durissimi: dalla copertura della cassa integrazione, al sostegno economico delle famiglie, al rilancio del sistema economico e industriale, alle risorse per le scuole e le università. A questi si aggiunge anche il decreto per le semplificazioni, perché gli investimenti diventino il più presto possibile realtà e si comincino ad aprire cantieri ed opere, insieme alla rigenerazione e riqualificazione urbana sostenuta fortemente nel Decreto Rilancio. I nodi da sciogliere sono molti, da Alitalia ad Ilva, insieme ad un tessuto manifatturiero da sostenere e rilanciare. Serve anche un sostegno alle nostre comunità, fatte di tanti comuni e istituzioni, incluse nel Decreto Rilancio. I sindacati hanno chiesto al mondo dell’impresa un nuovo Patto per il lavoro. Sarebbe bene per tutti che cogliessimo questa opportunità: meno contrapposizioni e più cooperazione. Questo governo colga questa occasione. E come, dice il Segretario Zingaretti, non possiamo premetterci di sbagliare. Ma vale per tutti. Sono le sorti del Paese, non del governo di turno. È una preoccupazione che deve coinvolgere tutti".

Sezione: Esclusive / Data: Lun 08 giugno 2020 alle 10:30
Autore: Luca Cavallero
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