Tre sono i punti fondanti rilanciati dal premier Giuseppe Conte al termine degli Stati Generali per la ricostruzione economica dell'Italia: digitalizzazione, ambiente e infrastrutture.

In merito al tema digital, la forza di governo sicuramente più propositiva non può non essere il Movimento 5 Stelle.

In merito a ciò, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Francesco Berti, deputato pentastellato.

Il processo di ripartenza economica dell’Italia passa fondamentalmente dai passi importanti fatti in ambito Ue e Commissione Europea: è oggettivamente l’inizio di una nuova era storica? Siamo dinanzi cambiamenti epocali della struttura europea.

"Compito del nostro paese sarà stimolare l’Ue a continuare in questa direzione. Nella cassetta degli attrezzi europea abbiamo una serie di strumenti inediti e miglioramenti su strumenti già esistenti. Tra gli inediti inediti abbiamo una serie di sospensioni di discipline molto impattanti: patto di stabilità crescita, aiuti di stato, procedure di infrazione. C’è il Fondo per la prossima generazione da 750 miliardi - il cd. Recovery Fund -  il fondo per la disoccupazione Sure e un dibattito sulle risorse proprie dell’Ue impensabile fino a pochi mesi fa. Tra i miglioramenti degli strumenti esistenti abbiamo i 1350 miliardi di Quantitative easing della BCE, la BEI, più tempo per usare i fondi europei e una programmazione dei fondi strutturali 2021-27 più coraggiosa. La lista è lunga, ma c’è già chi sta dicendo che il Fondo per la Prossima generazione sarà una cosa temporanea. Dopo anni di austerità e tagli lineari, abbiamo bisogno di politiche altamente espansive per creare posti di lavoro e fare una lotta senza quartiere alla disoccupazione".

Quale sarà il prossimo passo deciso che dovrà compiere l’Italia nell’ambito dei tavoli europei, dopo aver riacquisito un ruolo interlocutorio che era venuto progressivamente meno?

"Siamo uno Stato fondatore dell’UE, noi ci siamo dal 1951. L’Italia non ha mai avuto un cattivo rapporto con l’Europa, quando ha alzato la voce lo ha fatto perché l’Unione o alcuni stati membri meritavano di essere “scossi”. L’UE non può essere una mera sommatoria degli egoismi nazionali. Questa è la visione di alcune culture liberiste del nord tali per cui l’Europa è solamente composta da numerini o scambi commerciali. La trattativa sul Recovery fund è già a buon punto, contestualmente alla discussione per uscire dalla crisi economica da coronavirus dobbiamo cominciare a parlare della Conferenza sul Futuro dell’Europa. L’Italia deve portare proposte ambiziose ai tavoli, come appunto una riforma dell’art. 123 del TFUE, l’assegnazione del potere di iniziativa legislativa al Parlamento europeo, una condivisione della sovranità fiscale per porre fine ai paradisi fiscali, una politica estera europea che sia un minimo comune denominatore al rialzo e un nucleo centrale di risorse proprie. Per ultimo, il tema della piena occupazione non è più rinviabile.

Tra le priorità esposte da Conte per il rilancio del paese vi è anche la digitalizzazione: quali sono le vostre proposte nel merito?

"Stiamo per approvare, in 1° Commissione affari costituzionali, su mia proposta, un’indagine conoscitiva sul tema della Transizione digitale della PA. Questo ciclo di audizioni darà la possibilità alla Camera di audire chi sta lavorando tutti i giorni alla digitalizzazione del paese, trarre spunti e accelerare il lavoro in tema di servizi pubblici digitali. Per fortuna non siamo all’anno zero. Il 20 aprile è stata lanciata l’app IO, una vera e propria rivoluzione per il rapporto cittadino-stato, ma questa app è ancora in versione beta e andrà riempita di contenuti. Avere uno stato digitalizzato significa avere uno Stato orientato ai servizi, più reattivo e vicino ai cittadini".

Lei è più “congressista” o “attendista” nell’ambito delle anime interne M5S?

"Io sono felice di come sta lavorando il Governo Conte. Allo stesso tempo, il M5S deve avviare un dialogo interno per decidere cosa fare da grande e se eventualmente avviare un dialogo sui territori con i nostri partner di governo. Indipendentemente da come andrà la discussione, è dovere del M5S dare stabilità al paese".

Sezione: Esclusive / Data: Gio 25 giugno 2020 alle 10:30
Autore: Luca Cavallero
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