La gestione amministrativa dell'emergenza Coronavirus da parte della Lega (e della Giunta Fontana) in Regione Lombardia ha suscitato il clamore da parte delle opposizioni (Partito Democratico e Movimento 5 Stelle in primis), che - in un determinato frangente - avevano anche invocato l'ipotesi commissariamento.

Ad oggi, dati statistici alla mano, rimane il territorio più insidiato dall'emergenza, seppur in netto miglioramento rispetto ai mesi di lockdown.

In merito a ciò, la redazione di PoliticaNews.it ha intervistato in esclusiva Alfredo Bazoli, deputato lombardo del Pd alla Camera.

Lei è lombardo. Per giunta di Brescia, città dilaniata dall'epidemia. Come giudica, in primis da cittadino, la versione del presidente Attilio Fontana, in relazione all'esistenza di una presunta "macchina dell'odio" contro l'amministrazione leghista?

"Mi pare una grande sciocchezza. Certamente ci sono critiche, a volte anche aspre, a volte perfino ingenerose, su come sia stata affrontata l'emergenza, e sul sistema sanitario lombardo. Cose su cui andrebbe fatta una riflessione seria, senza inutili sindromi da orgoglio ferito".

Alla luce dei dati, che cosa non ha funzionato concretamente in Lombardia?

"La Lombardia è stata certamente sfortunata, ma sono emerse molte debolezze nel nostro sistema sanitario. A partire dalla mancanza di una rete di prossimità per gestire i malati, dalle contraddittorie quando non inesistenti indicazioni alle Rsa e alle strutture per disabili, fino alle scelte discutibili sugli ospedali Covid e alla gestione approssimativa e confusa dei dati epidemici".

E il Governo Conte da voi sostenuto? Se dovesse stilare un bilancio della sua gestione dell'emergenza Covid, ormai nel pieno della Fase 3?

"Il governo ha agito in modo molto equilibrato ed efficace durante l'emergenza sanitaria. Ha avviato poi una imponente opera di impiego di risorse per gestire l'emergenza economica, in tempi rapidissimi. Siamo solo all'inizio, sarà una lunga strada, confido che tutte le misure prese siano in grado di arrivare dove c'è necessità, e di avviare la ripresa economica del paese".

Ipotetico ragionamento di "fantapolitica": qualora Italia Viva facesse saltare concretamente il banco in autunno, lei accetterebbe di far parte di una maggioranza che includerebbe anche Salvini, Meloni e Berlusconi?

"Fatico a immaginare governi e maggioranze diverse dall'attuale. Ancora meno improbabili esecutivi di unità nazionale. Non ci sono le minime condizioni politiche. Questa maggioranza ha il destino nelle sue mani. Se non dovesse farcela, ci sono solo le urne".

Sezione: Esclusive / Data: Ven 05 giugno 2020 alle 13:30
Autore: Luca Cavallero
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