C’è un aumento dei contagi dovuto alle scuole? “Al momento non abbiamo dati a sostegno di questa ipotesi. La maggior parte dei dati che sono stati raccolti e pubblicati nel mondo e nel nostro Paese dicono chiaramente che la scuola segue l’andamento del resto della società. I contagi aumentano nella società e di conseguenza anche a scuola, perché non è un ambiente sterile. Non è la scuola il driver del contagio, lo subisce come il resto della società. Anche nei confronti della variante inglese, è vero che è più trasmissibile, ma verso tutte le fasce di età”. Così a Buongiorno, su Sky TG24, Antonella Viola, immunologa dell’Università di Padova.

“Nel Paese la situazione è stata stabile fino all’ultima settimana, quando si è cominciato a vedere un aumento dei contagi. È presto per dire se è una terza ondata o se sono oscillazioni che si manterranno più o meno piatte, che saliranno e scenderanno ma senza un picco. Questo dipenderà anche dalle misure che verranno messe in atto. Se a questo trend di aumento reagiamo mantenendo tutto come adesso, è facile che una terza ondata arrivi. Se interveniamo con misure più restrittive si può tamponare ed evitare di avere di nuovo un picco importante”. Lo ha detto a Buongiorno, su Sky TG24, Antonella Viola, immunologa dell’Università di Padova.

“Visto la situazione che c’è, l’aumento dei contagi e le situazioni critiche in diverse province, non è assolutamente il momento di parlare di aperture, anzi bisogna, dove necessario, mettere in atto misure restrittive maggiori”. Lo ha detto a Buongiorno, su Sky TG24, Antonella Viola, immunologa dell’Università di Padova.

“Chiedere a uno scienziato cosa fare – ha spiegato poi - è complesso: se non si considera l’espetto economico direi di fare tre settimane di lockdown e andare avanti con le vaccinazioni, però l’aspetto economico c’è. Considerando anche questo probabilmente la strada migliore è quella di intervenire chirurgicamente: dove i contagi salgono, intervenire con lockdown mirati.

"La proposta del premier Draghi di dare intanto a tutti una prima dose di vaccino è azzardata? “Assolutamente sì, è un gravissimo errore, così come è stato un grave errore quello del Regno Unito. Non possiamo giocare a dadi con la salute delle persone, ci dobbiamo basare sui fatti"

“Abbiamo vaccini – ha spiegato - con un’efficacia altissima, che mantengono il titolo anticorpale alto a lungo, però devono essere somministrati nel modo giusto. Se abbiamo fretta rischiamo di non proteggere le persone e facilitare la generazione di varianti”.

“Dobbiamo capire – ha detto ancora - se siamo un Paese che applica una medicina basata sull’evidenza, sui dati, o se siamo un Paese che segue una medicina basata sull’intuito e l’esperienza. L’idea di vaccinare con una sola dose è un’idea intuitiva, ma non è in questo momento supportata da dati scientifici. Non ci sono dati solidi che con questo sistema possiamo davvero proteggere i cittadini non solo dal sars-cov2 originario, ma anche dalle sue varianti, e non sappiamo per quanto tempo li proteggiamo. Ci sono seri dubbi, che dicono che, se noi generiamo un’immunità insufficiente a bloccare la replicazione del virus nella popolazione, possiamo favorire lo sviluppo di varianti”.

L’immunizzazione del 65-70% della popolazione italiana “per la fine dell’autunno o inizio dell’inverno è possibile, entro l’estate non è realizzabile”. Così a Buongiorno, su Sky TG24, Antonella Viola, immunologa dell’Università di Padova.

Sezione: Altre Notizie / Data: Ven 26 febbraio 2021 alle 10:20
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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