“Purtroppo la pandemia sta continuando, è in una fase estremamente delicata. In certi Paesi la situazione è addirittura peggiore rispetto alle ondate pandemiche precedenti sia in termini di numero di casi che di morti. Da noi è un po' diversa, anche se naturalmente non siamo immuni da questo tipo di trend perché di fatto in Italia c’è ancora un aumento che non è esponenziale ma è un incremento lineare. Questo ci deve far allertare, nel senso che per evitare di diventare come gli altri Paesi dobbiamo continuare a perseverare nella strategia che abbiamo attivato, cioè copertura vaccinale, adesso anche con i bambini e questo sarà un passaggio importante, e poi il Green pass, che è una forma di sicurezza nei confronti di tutti coloro che possono continuare a fare una vita normale se sono vaccinati, se hanno la protezione, mentre invece, di fatto, è un’incentivazione a chi ancora non è vaccinato, e purtroppo sono ancora diverse milioni di persone, a farlo”. Lo ha detto a Sky TG24 Walter Ricciardi, presidente Federazione mondiale Sanità Pubblica, ospite di ‘Buongiorno’, che ha aggiunto: “questa è una strada che l’Italia ha intrapreso prima di altri Paesi e che sta pagando, ma naturalmente non ci lascia in una protezione assoluta perché i morti sono, purtroppo, ancora tanti, e i casi stanno aumentando”.

“Lei è tedesca ed è motivata dalla situazione straordinariamente preoccupante che ha nel suo Paese, oltre che, in generale, nel nord e nell’est dell’Europa dove è ancora peggio. E’ chiaro che la presidente prende in considerazione l’assetto europeo nella sua globalità, però Paese per Paese le situazioni sono differenti”. Così a Sky TG24 Walter Ricciardi, presidente Federazione mondiale Sanità Pubblica, ospite di ‘Buongiorno’, interpellato sulle parole della presidente Von der Leyen che nella giornata di ieri ha parlato di obbligo vaccinale nell’Unione Europea.

Da noi esiste l’ipotesi di un vaccino obbligatorio? “Per il momento no - ha proseguito Ricciardi -. La presidente Von der Leyen fa riferimento alla necessità di attivare questa discussione in Paesi come la Germania, dove stanno al 60-65%” di vaccinati. L’Austria ha già deciso di farlo perché lì la situazione è drammatica, e non ne parliamo poi nell’Europa dell’est. Nei Paesi dell’Unione Europea come Romania e Ungheria, nei quali non sanno dove mettere i morti, in questo momento è in atto, letteralmente, una mattanza. Quindi è chiaro che di fronte a scene di questo tipo, che naturalmente generano un panico innanzitutto nelle persone malate, ma poi in generale nella popolazione, l’unica strada sia quella del lockdown, tanto è vero che molti Paesi ci stanno entrando”. “Da noi la situazione è diversa – ha concluso -, però capisco la posizione della Von der Leyen che deve cercare di capire come far sì che i Paesi, soprattutto dell’est e del nord, escano da questa situazione in cui si sono cacciati perché di fatto, al contrario dell’Italia, non hanno adottato tempestivamente delle scelte basate sull’evidenza scientifica quando abbiamo realizzato che la variante Delta cambiava le carte in tavola in quanto più contagiosa. Era chiaro che si doveva da una parte coprire le vaccinazioni in maniera più spedita, e dall’altra introdurre, e lo abbiamo fatto per primi, questo Super Green pass”.

“No, perché di fatto, come abbiamo visto, le misure vanno adottate in funzione della condizione della popolazione. E’ chiaro che se si ha una popolazione vaccinata soltanto per il 30%, come in Romania, si ha proprio l’obbligo di recuperare rapidamente, e il recupero dal 30% al 90% lo si può fare soltanto con l’obbligo: non si può perdere tempo nel cercare di convincere tante milioni di persone, perché di fatto quelle persone, nel frattempo, muoiono. In Italia stiamo raggiungendo quasi il 90%, dobbiamo fare un ulteriore passo avanti, ma sto vedendo degli hub pieni, delle persone che si rivaccinano con la dose di protezione in maniera molto numerose, ed anche un aumento forte delle prime dosi”. Così a Sky TG24 Walter Ricciardi, presidente Federazione mondiale Sanità Pubblica, ospite di ‘Buongiorno’, rispondendo alla domanda se la discussione sull’obbligo vaccinale riguardi, rispetto a quanto detto dalla presidente Von der Leyen, Paese per Paese o se potrebbe essere invece una misura adottata a livello europeo. “La nostra - ha proseguito - è una condizione oggettivamente differente rispetto ad altri, però è giusto che gli altri Paesi comincino a prendere in considerazione queste misure perché per loro l’alternativa è chiudere completamente, come, appunto, sta succedendo in Nord Europa, danneggiando forse irreparabilmente la loro economia. Non è una caso, invece, che siamo l’unico Paese in controtendenza anche sull’economia, cioè tutto il mondo decresce, mediamente nei Paesi Ocse il Pil scende del 6% mentre da noi aumenta del 6%: questa è anche una conseguenza delle scelte sanitarie che abbiamo fatto”.

“Al contrario di quanto fatto per i medici, per il personale scolastico, per tutti coloro che sono a contatto con persone fragili, nessuno pensa all’obbligo vaccinale per i bambini. Per questi ultimi bisognerà fare una campagna attiva per far capire innanzitutto che il vaccino è sicuro, protettivo, e ne sono state già somministrate milioni di dosi soprattutto negli Stati Uniti e in Israele. La vaccinazione sta dando dei risultati straordinari in termini di protezione, e purtroppo in questa fase, già con la Delta ma speriamo non con la Omicron, sono soprattutto i più piccoli che si ammalano perché sono loro che non sono protetti e vanno a scuola. Allora per continuare a farli giocare, andare a scuola, l’atto più importante che possano fare dei genitori è vaccinarli”. Lo ha detto a Sky TG24 Walter Ricciardi, presidente Federazione mondiale Sanità Pubblica, ospite di ‘Buongiorno’, rispondendo alla domanda se crede esista, seppur lontanissima, l’ipotesi di introdurre l’obbligo vaccinale almeno per i bambini nella fascia d’età 5-11 anni. “Nel momento - ha aggiunto - in cui la decisione di introdurre la vaccinazione pediatrica verrà presa anche in Italia, questa sarà basata solo sulla persuasione e non sull’obbligo”.

“Bisogna stabilizzarlo, questo è un personale importante. Il ciclo è quello del ‘panic e neglect’: si entra nel panico, si assumono persone, le si mette a lavorare, poi naturalmente grazie al loro lavoro la situazione si risolve, o comunque migliora, e a qual punto ci si rilassa. Invece bisogna capire che questa è, oramai, un’epoca in cui le pandemie saranno costanti per il comportamento che abbiamo nei confronti dell’ambiente e di noi stessi, quindi questi presidii di prevenzione devono essere stabilizzati, devono essere perenni, cioè c’è bisogno, come si fa in guerra, di avere un esercito stabile e pronto a combattere”. Così a Sky TG24 Walter Ricciardi, presidente Federazione mondiale Sanità Pubblica, ospite di ‘Buongiorno’, interpellato sul tracciamento del virus ed in particolare sul problema della scomparsa, in undici mesi, di tremila addetti alla prevenzione, che sono andati persi o destinati ad altre mansioni. “Se si assume personale sanitario che in qualche modo fa questo tracciamento - ha proseguito -, e poi l’epidemia scema, allora a quel punto si è tentati, da amministratori però non saggi, non consapevoli, ad allocarli ad altre prestazioni. E poi ci si trova come in questo momento che le scuole non possono essere oggetto di tamponamento o di testing perché questo personale non c’è: questo deve essere reso stabile, come presidio permanente nei confronti della preparazione contro le pandemie”.

“E’ una scelta saggia. Quello che è successo già con la variante Delta, ma immaginiamo anche con la Omicron di cui però dobbiamo aspettare i dati per esserne certi, è che il contagio avviene non soltanto, e automaticamente, al chiuso, ma anche all’aperto quando non si riesce a rispettare la distanza di sicurezza. Siccome nei centri, in prossimità del Natale, si vedono scene di affollamento molto importanti, è una misura molto saggia quella di consigliare di indossare la mascherina quando, anche all’aperto, non si riesce a garantire la giusta distanza”. Lo ha detto a Sky TG24 Walter Ricciardi, presidente Federazione mondiale Sanità Pubblica, ospite di ‘Buongiorno’, in merito alla misura adottata da alcuni città di reintrodurre l’obbligo della mascherina all’aperto e in luoghi di grande affollamento

“E’ probabile, nel senso che questi vaccini, così come la malattia, non danno un’immunità permanente. E’ molto plausibile che dovremo fare delle vaccinazioni periodiche, ma quanto e quando le faremo dipende esclusivamente dall’osservazione. Certo è plausibile che la terza dose protegga per un pò di mesi, ma quanto siano questi mesi e quando dovremo rifarla dipende naturalmente anche dalla circolazione del virus a livello mondiale, oltre che dagli effetti che la protezione avrà”. Lo ha detto a Sky TG24 Walter Ricciardi, presidente Federazione mondiale Sanità Pubblica, ospite di ‘Buongiorno’, rispondendo alla domanda se sia d’accordo con quanto detto dal Ceo di Pfizer, che ha dichiarato che probabilmente dovremo vaccinarci annualmente per mantenere un alto livello di protezione contro il Covid.

Sezione: Altre Notizie / Data: Gio 02 dicembre 2021 alle 13:20
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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