“Secondo me la domanda giusta non è se riaprire o meno, ma come riaprire. Ci sono alcune attività come le piscine, le palestre, alcuni ristoranti, che hanno tutte le condizioni per riaprire ma non si può fare di tutta l’erba un fascio. Si dovrebbero predisporre tutta una serie di forze ingenti di controllo. Non c’è una misura che vale per tutti, ci dovrebbe essere una forte enfasi sui comportamenti personali e su come vengono fatti i controlli per rispettare delle regole che ancora per un po' dovremo tenere anche quando saremo vaccinati in parecchi”. Lo ha detto a Sky TG24 Guido Rasi, ex direttore Ema, ospite di ‘Timeline’.

“La sospensione di un farmaco per un caso avverso su sette milioni non è mai accaduto nella storia. Non si sospende un farmaco in pandemia soprattutto quando c’è la maggiore evidenza che non si dovrebbe fare”. Lo ha detto a Sky TG24 Guido Rasi, ex direttore Ema, ospite di ‘Timeline’ commentando la decisione dell’Fda americana i bloccare il vaccino J&J. “Un eccesso di zelo – lo ha definito ancora Rasi - ma non so quanto questo approccio ipercautelativo paghi. Un caso fatale su 7 milioni è difficile attribuirlo al vaccino. Stiamo parlando di un aereo che precipita e ci chiediamo se il paracadute abbia un buco. Mi sembra che il mondo occidentale abbia perso un po’ la misura del rapporto fra costi e benefici.  L’unico che non lo ha perso – ha detto ancora - è la Gran Bretagna che giustamente ha continuato a vaccinare. Poi c’è tutto un mondo di vaccini non autorizzati che vengono venduti in Paesi dove non esiste la farmacovigilanza, alla fine succederà che avranno ragione a continuare a vaccinare. Anche se questo è l’eccesso opposto”. “Secondo me l’Ema ridà il via in termini rapidi. Potrebbe seguire lo stesso approccio utilizzato per AstraZeneca. Dai 55 anni in su sarebbe una buona soluzione intermedia finché non si chiarisce”.

“L’Italia si è mossa molto bene. La strategia va fatta all’interno di quei tre, quattro parametri che l’Ema ha già dettato (numero di vaccini disponibili, quanta gente è stata vaccinata, come sta girando la pandemia e soprattutto il tipo di pazienti vanno in ospedale). Se si tratta di queste 180mila dosi non è un grosso problema, il piano del generale Figliuolo possa assorbire molto bene due, tre giorni di ritardo. Se riguardasse tutta la campagna J&J, quello sarebbe un problema. Ma io non me lo aspetto”. Lo ha detto a Sky TG24 Guido Rasi, ex direttore Ema, ospite di ‘Timeline’ commentando il blocco delle dosi di vaccino J&J destinate all’Italia.

“Quello che attira l’attenzione della farmacovigilanza è il cosiddetto segnale che è un evento che si ripete con una sequenza un po’ più veloce o nel tempo o nello spazio. Mentre però i regolatori lo sanno – mi stupisce per questo la reazione dell’FDA - per le Autorità sanitarie è un po’ più difficile gestire la comunicazione. In particolare per Az e J&J c’è stato anche un sub segnale, cioè la prevalenza di un tipo di trombosi e la polarizzazione verso una certa fascia d’età. Tutto questo insieme attira molto di più l’attenzione su questi due vaccini”. 

“Il futuro scientifico è nella direzione dei vaccini a mRna per la facilità con cui si producono e modificano. In sei mesi abbiamo già visto miglioramenti in termini di conservazione. Se avverrà in un anno o in cinque non lo so”. 

Sezione: Altre Notizie / Data: Mer 14 aprile 2021 alle 18:50
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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