Le riaperture? “Mi sembra di vedere un vecchio film che torna costantemente sui  teleschermi e non c'è neppure più Fantozzi che dice che è una boiata pazzesca. A voler essere più tecnico, questo è un sistema che è stato deciso e approvato e che viene quindi applicato in maniera abbastanza fiscale tutte le volte che cominciamo a vedere che la pressione della malattia rallenta. Lo ha detto a Timeline, su Sky TG24, Massimo Galli, primario infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano.

“La garanzia vera di uscirne in maniera decisa – ha aggiunto poi - sta nel riuscire a vaccinare molto, veramente molto e veramente bene, cosa che inizialmente non si è fatta per molti motivi, che attualmente si fa meglio e che non è stata aiutata dalla vicenda AstraZeneca. Se vacciniamo veramente molto lo scenario cambia e anche questa applicazione un po’ troppo rapida e fiscale dei cambiamenti di colore può risolversi in qualche cosa che non ci metterà di fronte al dover affrontare ricadute. Non è tanto cautela la mia, è addirittura un po’ timore. Sono veramente stanco e provato nel continuare a vedere persone che vanno all'altro mondo e che magari avrebbero potuto evitare di andarci se vaccinate per tempo”.

“A differenza della seconda e terza ondata, ora c’è la possibilità di vaccinare molto, però bisogna riuscirci. È una cosa su cui l’ottimismo della volontà ti lascia confidente, ma se ci si ragiona un po’ ci sono varie cose che non hanno funzionato, alcune sono state superate, altre, come la chiarezza sull’approvvigionamento del vaccino, che del tutto superate non sono. Senza il pieno utilizzo di AstraZeneca abbiamo uno sgabello che invece di avere tre piedi ne ha due”. Così a Timeline, su Sky TG24, Massimo Galli, primario infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano.

Suggerire AstraZeneca solo gli over 60, “non è una grande idea perché nel frattempo il danno di fiducia su questo vaccino è stato fatto”. 

“Ancora non c’è una chiara relazione – ha spiegato - tra questi rarissimi fenomeni e l’utilizzo di AstraZeneca, se si vanno a vedere i dati inglesi sono diversi da quelli tedeschi in maniera abbastanza evidente. La frequenza di manifestazione è estremamente bassa, inferiore al rischio di avere uno shock anafilattico se si fa un’iniezione di penicillina. Se questo basta per ribaltare una campagna vaccinale, in cui abbiamo tre vaccini, ma in un momento in cui tutto arriva a rilento. Questa cosa mette in crisi AstraZeneca, ma anche tutto il resto. Si sta tornando ad avere dei problemi di riluttanza nei confronti dei vaccini”.

Sui tempi di somministrazione della seconda dose di Pfizer “ci si sta adeguando a quello che è stato già fatto in altri Paesi. Sperimentare in un modo e somministrare in un altro significa fare razionamenti da tempi di guerra, ma i dati di Israele e Gran Bretagna ci dicono che si può fare, con dei risultati decisamente buoni. Con qualche paletto, non me la sentirei di fare questa operazione per i più fragili, persone da cui ci si aspetta una risposta immunitaria meno valida”. Lo ha detto a Timeline, su Sky TG24, Massimo Galli, primario infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano.

Sezione: Altre Notizie / Data: Ven 09 aprile 2021 alle 19:20
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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