Con l'Ucraina che rappresenta da sola il 10% degli scambi mondiali di grano la ripresa dell'attivita' dei porti rappresenterebbe un segnale importante per frenare la corsa dei prezzi dei cereali e rifornire i Paesi piu' poveri dove la chiusura degli scali rischia di provocare rivolte e carestie. E' quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati del centro Studi Divulga dopo l'annuncio di Mosca del fatto che la prima nave mercantile con 7.000 tonnellate di grano ha lasciato "dopo mesi" il porto di Berdyansk, citta' ucraina sotto il controllo dei filorussi, mentre Turchia e Grecia sono "pronte" a fornire navi per trasportare le derrate di grano fuori dal Paese secondo quanto dichiarato dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, per scongiurare una crisi alimentare, i cui rischi sono stati pero' sminuiti da Putin. Lo sblocco dei porti libererebbe anche lo spazio nei centri di stoccaggio per accogliere i nuovi raccolti di grano in arrivo tra poche settimane, stimati in calo di circa il 40% rispetto alle attese, a causa della guerra. Proprio dai suoi scali l'Ucraina commercializzava prima della guerra il 95% del grano prodotto. 

Sezione: Altre Notizie / Data: Gio 30 giugno 2022 alle 15:50
Autore: Christian Pravatà / Twitter: @Christianpravat
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