L'ex capo del Dap ora tornato a fare il Pm a Roma, Francesco Basentini, dimessosi in seguito alle polemiche suscitate dalle scarcerazioni di alcuni mafiosi in seguito alla circolare di marzo con la quale si invitavano i direttori dei carceri a diminuire il sovraffollamento per scongiurare un elevato rischio di contagio da Covid-19 nelle case penitenziarie, è stato oggi ascoltato dalla Commissione antimafia, presieduta da Nicola Morra.

Basentini ha dichiarato di aver sempre rispettato la legalità e delle istituzioni nello svolgimento della sua professione e nel suo ruolo, la sua non è stata un'imposizione ai direttori delle carceri ma "l'invito ad applicare una norme già in vigore, da vent'anni c'è una norma regolamentare che prevede la sospensione della pena quando è a rischio la salute dei detenuti e del personale. E non spetta in alcun modo al Dap abrogare o modificare questa legge".

"La cosa più insopportabile - ha detto Basentini - è stata essere stato accusato di aver voluto favorire i mafiosi, quando invece il mio impegno è stato diretto a contenere le anomalie e le storture nei carceri di alta sicurezza. Ho costituito una task force per la movimentazione dei detenuti mafiosi che da anni continuano a rimanere incarcerati nelle regioni di provenienza nonostante non ve ne sia la necessità per i processi: 3800 detenuti siciliani, calabresi e campani".

Sezione: Altre Notizie / Data: Mer 05 agosto 2020 alle 19:40
Autore: Camilla Galvan
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